Lotito e quel presenzialismo griffato dal web

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Fa sorridere, e a volte viene pure da pensare che se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo. Certo, non è che i tifosi della Lazio siano concordi con questo, ma anche loro, seppur infastiditi sorrideranno davanti a quella che potremmo definire, dopo dieci anni di presidenza del sodalizio biancoceleste, una vera e propria “lotitiade”. Da latinista a presenzialista, da gestore della Lazio a uomo ovunque.

Claudio Lotito è ormai onnipresente, e dopo la Federcalcio e il presunto ingresso nel clan azzurro, adesso dicono sia la nazionale a fare le spese dell’onnipresenza stabile del numero uno laziale. Così il web s’è scatenato, e il signor Claudio s’è iniziato a vedere in ogni dove: presente nello sbarco sulla luna e al fianco di Martin Luther King, a passeggio sulle strisce pedonali con i Beatles e mentre dialoga con il presidente Obama.

Di invenzioni il popolo della Rete, complice photoshop, ne ha tirate fuori a iosa. Anche perché in questi giorni sta facendo molto discutere la presenza dell’uomo di villa San Sebastiano nell’ambiente azzurro. Il presidente della Lazio segue infatti ormai da settimane come un’ombra l’omologo della Federcalcio Carlo Tavecchio, è stato immortalato alla presentazione di Antonio Conte e ha sfoggiato il k-way della nazionale a Bari durante la rifinitura di Italia-Olanda. Antonello Valentini, direttore generale della Federcalcio, ha voluto chiarire: “Mi sembra una cosa eccessiva dire che Lotito stia spaccando l’Italia. Parliamo di un uomo pieno di entusiasmo e di voglia di fare, per lui l’ambiente azzurro è un qualcosa di nuovo. E’ intelligente, saprà capire l’opportunità di certe presenze”.

Insomma, l’uomo più chiacchierato dello sport italiano in questo periodo è lui, seppure non per meriti laziali quanto per improvvise benemerenze acquisite dopo essere stato determinante nell’elezione dell’amico Tavecchio. “Ce lo ritrovavamo dappertutto” avrebbe sussurrato un giocatore della nazionale, manifestando una sensazione di malessere condivisa dal gruppo romanista che rientrava tra i convocati per gli impegni con Olanda e Norvegia (e dunque Astori, De Rossi, Destro e Florenzi), ma che sostanzialmente accomuna il grosso della truppa azzurra.

Nel frattempo gli ironici navigatori della Rete lo avvistano in ogni dove: al fianco del pontefice e della regina, su un barcone di extracomunitari, affiancato a Osama bin Laden e Belen, nel coro degli alpini, sul salotto dei Simpson e vicino-vicino a Gesù di Nazareth…

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Massimiliano Morelli

Informazioni su Massimiliano Morelli

In giro si dice che sia sempre meglio fare il giornalista che lavorare ma lui, Massimiliano Morelli, preferisce fare il padre specie quando si guarda attorno e trova esaltati della comunicazione, miracolati della professione, colleghi che scrivono qual è con l'apostrofo convinti però d'essere la reincarnazione di Montanelli. Scrive di sport, dicono in maniera romanzata. Una volta per togliersi lo sfizio ha mandato a dieci testate altrettanti c.v. col suo nome, altri dieci simulando d'esser donna procace e altri dieci camuffando il cognome, fingendosi figlio d'un padre vecchia firma del giornalismo. Gli sono arrivate venti risposte per presentarsi su trenta. Peccato non sia donna procace né figlio di grande firma.
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