Reddito di cittadinanza. Ecco perchè non funzionerebbe

il welfare che non c'èCrisi, povertà e possibili soluzioni. In questo ambito grande dibattito ha avuto la questione del reddito di cittadinanza. Proviamo a capire cosa è, come funziona in altri Paesi e soprattutto perchè qui non sarebbe un rimedio.

 

L’ISTAT lo considera inefficace: perchè?

Nel Rapporto annuale 2014 l’Istat non ha avuto dubbi. Meglio un sussidio che il reddito di cittadinanza per combattere crisi e povertà. Almeno in Italia.

Uno strumento quindi, capace di sostenere chi vive con un reddito mensile inferiore ad una cifra che si aggiri attorno agli 800 euro. Misure che già sono state adottate in Paesi quali Germania, Francia, Regno Unito e Spagna. Questo genere di aiuto avrebbe quindi un costo accettabile e pari ad un sesto rispetto al reddito individuale di cittadinanza: 15,5 miliardi contro i 90 stimati. 

Salvo che in Italia e in Grecia infatti, misure di legge contro la povertà sono presenti in tutta Europa. Era del 1992 la richiesta del Consiglio europeo, a tutti gli stati membri. di introdurre “un reddito minimo garantito, inteso quale fattore d’inserimento nella società dei cittadini più poveri”.

Proposte politiche e autonomie locali 
Non è nuova l’idea di un reddito minimo garantito tanto che uno strumento simile era stato richiesto dal Governo Prodi nel 1998. Anche nel 2004 vi fu un nuovo tentativo di inserimento e di attuazione del progetto, che dopo vari passaggi non ebbe buon esito. Tre i Partiti principali che hanno rilanciato l’idea nel 2013: il Movimento Cinque Stelle, SEL  e il Partito Democratico. 
La città di Bari ha proposto il reddito di cantiere’: 400 euro al mese per 1 anno, grazie ad un accordo tra Comune e Regione. Di cosa si tratta? “Soggetti già noti ai servizi sociali e in estrema povertà, potranno ottenere, in cambio di ore di lavoro in cooperative e associazioni, 400 euro al mese per un anno.”
I fondi sono del Comune, della Regione Puglia e dell’Ue. – spiega il Sindaco Antonio Decaro – Voglio puntualizzare che non è una forma di assistenzialismo. Non vogliamo creare nuovi Lsu, ma inserire i cittadini senza lavoro in cooperative innovative”.Ecco quindi che alcune città hanno iniziato ad organizzarsi fino a che una normativa o tutti gli Enti locali non provvederanno ad uniformare quella che è una proposta ma che diviene ad oggi uno strumento sempre più necessario per non far scendere il Paese al di sotto della soglia minima di povertà. 

Laura Petringa

Informazioni su Laura Petringa

Addetta stampa, parte dalla finanza e passa poi nel turbinìo del mondo politico. Redattrice viaggi di Libero.it, tornata alla passione originaria si occupa ora di eventi, teatro, musica e arte: le sue passioni. Sommelier, è amante del buon cibo e della moda in tutte le sue forme.