Tutte le notizie essenziali sull’Isis, lo Stato islamico

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La bandiera di Isis

La sigla Isis è diventata improvvisamente famosa, rimbalzando dal web ai telegiornali di tutto il mondo. Cerchiamo, nei limiti del possibile, di fornire le informazioni essenziali.

Cos’è l’Isis.

Isis è l’abbreviazione di (Islamic State of Iraq and Syria) che in arabo è traducibile con al-Dawlah al-Islāmīyah. Di recente la sigla è stata ridotta in Is (Islamic State), per questo motivo si parla solo di Stato islamico. L’organizzazione è stata inizialmente guidata da al Zarqawi, il terrorista giordano legato ad al Qaeda, ucciso nel 2006 da un attacco statunitense. Dal 2006 Abu Abdullah al-Rashid al-Baghdadi e Abu Ayyub al Masri hanno comandato l’Isis fino al 2010, quando sono rimasti vittime di un’operazione militare. Così, nel 2010, c’è stata la nomina, avvenuta a sorpresa, di Abu Bakr al Baghdadi, che ha saputo far crescere l’Isis, fino all’autoproclamazione del Califfato del 29 giugno, secondo cui lui ha assunto il nome di Califfo Ibrahim (qui un approfondimento sulle sue minacce).

Come è arrivata la fondazione del Califfato.

Abu Bakr al Baghdadi, comandante del gruppo Isis

I successi di Isis risalgono ai mesi, quando l’Occidente aveva “dimenticato” sia il conflitto in Iraq che quello in Siria. A gennaio 2014, le bandiere nere dell’Isis sventolavano già sulle città di Ramadi e Fallujah, nella provincia occidentale di Anbar in Iraq. Ma di fatto i jihadisti avevano già stabilito la loro base nella città di Raqqa, in Siria: grazie alla guerra civile siriana hanno acquisito potere fino a governare vaste aree del Paese. Con l’ingresso in Iraq hanno abbattuto i “vecchi confini”, fondando lo Stato islamico del Califfo Ibrahim o, come lo conosciamo meglio, di Abu Bakr al Baghdadi. Che ha un preciso disegno: cancellare tutti gli Stati arabi così come li conosciamo per creare un unico Stato islamico che possa in seguito espandersi alla conquista dell’Occidente (qui per approfondire gli obiettivi del Califfato).

Il rapporto tra Isis al Qaeda.

La bandiera di al Qaeda

Secondo le intelligence internazionali, Isis e al Qaeda non sono alleate nella guerra all’Occidente. Il leader qaedista, Ayman al Zawahiri, aveva indicato il gruppo Jabhat al Nusra come rappresentanti del jihadismo in Siria, “sconfessando” l’Isis che però si è dimostrato più forte militarmente e ha preso il sopravvento. Inoltre al Qaeda, ha sempre atteso per la dichiarazione di un Califfato: l’obiettivo era di creare prima l’unione tra musulmani prima di compiere questa mossa politica, mentre l’Isis ha agito in maniera più irruenta (qui un articolo per approfondire le differenze tra le due organizzazioni).

Come si finanzia Isis.

L’Isis è oggi a tutto gli effetti uno Stato (islamico) e quindi gestisce le risorse di alcune aree anche molto ricche (per esempio ha controllato l’importante diga di Mosul, che dispensa risorse idriche in Iraqt). Inoltre il Califfo ha imposto un regime fiscale nella aree da lui governate. Tuttavia, prima di conquistare le città, l’organizzazione ha beneficiato delle donazioni di alcuni finanziatori. Di certo alcuni sceicchi del Qatar e del Kuwait sono stati generosi con i jihadisti. Inizialmente è possibile che anche l’Arabia Saudita abbia fornito sostegno economico, vedendo nei guerriglieri una valida opposizione anti-Assad (la monarchia di Riyad è sunnita e vorrebbe abbattere il presidente sciita, del ramo alawita). In tale ottica non è escluso che gli stessi Stati Uniti abbiano supportato i miliziani dell’Isis, quando in Siria la situazione tra le fazioni ribelli non si era ancora delineata (qui un approfondimento sui finanziatori dell’Isis).

Questo articolo è stato pubblicato in Mondo e contrassegnato come , , , , da Stefano Iannaccone . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Aggiornato alle ore 15:25
Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

E’ nato pessimista nell’81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Al momento dimostra circa 150 anni, qualcuno in meno dell’Italia unita. Gli altri dicono che sia giornalista, lui non lo sa ma continua a scrivere. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato un romanzo intitolato ‘Andrà tutto bene’. Il suo amore si chiama Sfera pubblica. Twitter: @SteI
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