Le polemiche e le gioie della prima giornata

Prima giornata di campionato archiviata con l’interista Walter Mazzarri che già recrimina un rigore non dato alla sua squadra e un rosso secondo lui ingiusto mostrato a Vidic.

L’ex allenatore nerazzurro Stramaccioni invece gongola mentre l’anziano Di Natale colpisce due volte la sua ex squadra, l’Empoli, concedendo all’Udinese una buona partenza. Vincono la Juventus con un autogol, la Roma che gioca bene e il Napoli in zona recupero, si fosse potuto scommettere sulla modalità dei tre successi, gli allibratori avrebbero quotato al minimo le procedure di successo.

Vince anche il Milan, che ha un fortunato come Inzaghi in panchina, conquista i tre punti il Cesena al “Manuzzi”, pareggiano la Samp in inferiorità numerica a Palermo e il Verona a Bergamo. Pareggia anche il Cagliari a Reggio Emilia contro il Sassuolo, e la frase più intuitiva in un programma scadente di dichiarazioni post partita la regala Zeman, fin troppo esplicativo col suo “chi parte per salvarsi è già retrocesso”.

La Gandolfi conduce la prima Domenica sportiva del dopo Paola Ferrari, una che il passaggio del testimone non l’ha preso bene, forse perché vagheggiava una trasmissione monarchica e non repubblicana; comunque il refrain è lo stesso, la trasmissione annoia e le grafiche sono degne di telesgurgolamarsicana, con tutto il rispetto, qualora esistesse, per una emittente di riferimento nella Marsica.

Comunque se la tv di Stato fosse tale, la dirigenza licenzierebbe in tronco chi si accapiglia in pubblico e non lava i panni sporchi in famiglia. Aspettiamo lo scoop della tv a pagamento, magari con l’intervista in esclusiva della D’Amico a Buffon; sorridiamo al cospetto del patron doriano che mette in difficoltà qualsiasi interlocutore e fantastichiamo tutti, nessuno escluso, una televisione migliore.

Massimiliano Morelli

Informazioni su Massimiliano Morelli

In giro si dice che sia sempre meglio fare il giornalista che lavorare ma lui, Massimiliano Morelli, preferisce fare il padre specie quando si guarda attorno e trova esaltati della comunicazione, miracolati della professione, colleghi che scrivono qual è con l'apostrofo convinti però d'essere la reincarnazione di Montanelli. Scrive di sport, dicono in maniera romanzata. Una volta per togliersi lo sfizio ha mandato a dieci testate altrettanti c.v. col suo nome, altri dieci simulando d'esser donna procace e altri dieci camuffando il cognome, fingendosi figlio d'un padre vecchia firma del giornalismo. Gli sono arrivate venti risposte per presentarsi su trenta. Peccato non sia donna procace né figlio di grande firma.