Guadagnare con YouTube: i casi di successo

Il logo di YouTube

di Emiliano Morelli

C’era una volta, il 23 aprile 2005, un ragazzo di nome Jawed Karim che decise di riprendere e pubblicare sul web un video dove veniva immortalato davanti ad alcuni elefanti mentre discuteva sulla lunghezza delle proboscidi di questi ultimi. Quel giorno YouTube riceveva il suo primo video. Oggi quel video ha più di 10 milioni e 491 mila “views” e quel ragazzo non era un tipo qualsiasi. Era uno dei tre fondatori di YouTube e quel suo video, appena diciannove secondi, sgranato, in bassa (bassissima direbbe qualcuno) definizione è entrato di prepotenza nella storia, insieme al sito su cui fu caricato.
Nell’ottobre 2006 quel pezzo di storia famoso come “IlTuoTubo” veniva acquistato da Google, più affamata che mai di nuove idee come quella. Ecco la svolta per i tre fondatori. YouTube inizia a totalizzare profitti e a farne totalizzare. E quei video non sono più solamente fini a se stesso, atti a soddisfare una propria passione. Con un po’ di genialità, perspicacia e volontà (oltre che, ovviamente, passione) si possono far (è proprio il caso di dirlo) fruttare queste clip, arrivare ad avere un reddito. Magari, ad avere un reddito annuale di 3 o 4 milioni di euro.

Chiedete a Felix Kjellberg se non ci credete. Meglio chiamarlo PewDiePie; nome d’arte con cui un ragazzo di 24 anni (nell’anno della creazione dell’account ne aveva 20) decise nel 2010 di caricare sul tubo dei video dove giocava i videogiochi dell’epoca. Il 2 ottobre del 2010 Felix iniziò la sua scalata verso i piani alti del social network delle immagini. Passati quattro anni, catapultati nel 2014, è lui il numero 1 del tubo, il più visualizzato con oltre 29 milioni di click e una media di 2,5 milioni a video. Con questi numeri la partnership con il sito di filmati più famoso al mondo divenne un gioco da ragazzi e verso la metà del 2011, con quasi 1 milione di “follower”, scattò l’accordo. Così PewDiePie, così come ogni altro Youtuber “abile e originale”, cominciò a guadagnare ufficiosamente 3 dollari ogni 1000 visualizzazioni (circa 2,30 euro al cambio).
Migliaia di persone hanno seguito le orme di PewDiePie, riprendendosi davanti alla console intente a giocare (o meglio, molti ad arrabbiarsi) parlando con i visualizzanti, quasi fossero amici in attesa del proprio turno per prendere in mano il controller. Inutile dire che seppur non raggiungendo i livelli di Felix, questi canali riscuotono tutt’ora molto successo, tant’è che specialmente qui in Italia ne troviamo a iosa.

Si vede che i tempi sono cambiati. Qualche anno fa, quando si era in sala giochi, ci si stancava subito di osservare il belloccio di turno intento a completare l’ennesimo livello di Metal Slug davanti ai nostri occhi. Ora, metaforicamente parlando, la monetina che mettevamo nel cabinato la doniamo al canale del nostro youtuber preferito per far sì che lui giochi al posto nostro.

YouTube oltre i videogame

Ma il fenomeno Youtube non si ferma di certo all’ambito dei videogiochi. Alzi la mano (sia maschi che femmine) chi non ha mai sentito parlare di ClioMakeUp. Anche la bellunese Clio Zammatteo ha iniziato la propria carriera su YouTube prima di approdare sul canale Real Time nel 2012. Probabilmente, sopratutto per le donne, rappresenta la quinta essenza della fuga di cervelli italiana. Nel 2007, dopo la tesi di laurea, decise di prendere il primo aereo per New York, imparare la lingua inglese, frequentare la scuola per truccatori Make Up Designory, aprire un canale Youtube e sbarcare il lunario. Nel giro di tre anni ha avuto un boom di visualizzazioni su YouTube Italia, confermando, il suo, come uno dei canali più visti dalle nostre parti, con quasi duecento mila visualizzanti. Altri numeri rispetto allo svedese PewDiePie, ma abbastanza da assicurare alla truccatrice più seguita d’Italia uno stipendio relativamente basso, circa 500 euro mensili (questi i numeri quando i suoi follower erano 70.000, ora siamo a più del doppio, 150.000), ma comunque impensabile per tanti altri Youtuber.

Casi italiani di successo

Ma a dire la verità, alcuni orgogli italiani che superano la soglia del milione ci sono eccome. Come non nominare CutePieMarzia (notato qualche somiglianza con altri nickname?), italiana, migrata nel Regno Unito, fidanzata del canale numero 1 del tubo, PewDiePie, con cui condivide molti video e passioni, e a quanto pare anche il suo successo. Al secondo posto dopo l’inarrivabile Marzia troviamo Favij, all’anagrafe Lorenzo Ostuni, ragazzo diciannovenne originario di Borgaro Torinese che in tre anni, dall’apertura del suo canale a oggi ha totalizzato più di un milione di iscritti, e ha all’attivo qualcosa come 389 video. La formula è la stessa di PewDiePie, riproposta nella nostra lingua: videogioco a schermo intero e il suo volto rilegato in uno dei quattro angoli dello schermo, più piccolo. Nonostante le critiche per la poca originalità è uno dei pezzi da 90 di YouTube Italia.

La fama in un fumetto.

I personaggi che popolano Youtube non si limitano però ai soli videogiochi e trucchi, possiamo trovare video che riguardano qualsiasi attrazione: dai fumetti, capeggiati qui in Italia dal canale di Dario Moccia, pisano a un passo dalla quota 190.000 iscritti che ha fatto della propria passione per i fumetti (in particolar modo a quelli orientali) il suo cavallo di battaglia, all’estetica con migliaia di canali dedicati a taglio di capelli, ricostruzione unghie in gel e tutto ciò di cui una donna (ma anche un uomo) possa aver bisogno per sentirsi bene con se stesso.

Troviamo i canali dedicati alle parodie e alla comicità in generale. In testa a questa categoria “iPantellas”, duo che qualche mese fa sbarcò anche su Italia 2 girando una serie di cortometraggi ironici (forse meglio dire demenziali?) di circa 50 minuti l’uno, Willwoosh, nome reale Guglielmo Scilla, sbarcato invece al cinema con alcuni film (“Matrimonio a Parigi”, “10 regole per farla innamorare”), e Frank Matano, pseudonimo di Francesco Matano, famoso per i suoi scherzi telefonici che lo hanno trasportato con forza nel mondo dello spettacolo, mettendolo prima nei panni di uno dei conduttori del programma “Le Iene” nel 2009 e poi regalandogli un programma tutto suo nel palinsesto Sky intitolato “Sky Scherzando?”. Partecipa inoltre a “Ti lascio una canzone” con Antonella Clerici e infine viene arruolato da Paolo Ruffini per il suo primo film da regista insieme a tante altre “stelle” del web italiano come Scilla, Luca Peracino e Andrea Pisani (in arte i PanPers), e lo stesso Ruffini per un film comunque inondato dalle critiche.

Anche in questi ultimi esempi, come per il milionario (in ambito views) Favij, le critiche non mancano. Poca originalità. Copia e incolla da canali americani e inglesi di contenuti. Eccessiva demenzialità. Insomma, di risvolti negativi ce ne sono, eppure sono tanti i ragazzi (ma non solo) partiti da zero, con solamente una mezza idea, che sono riusciti a ritagliarsi una fetta nell’enorme torta-YouTube. Chi con risultati economici astronomici e invidiabili, chi racimolando semplicemente qualcosa in più oltre agli spiccioli dell’occupazione principale.

In un momento di profonda crisi come quella che stiamo attraversando un lampo di genio (brillante o meno che sia) che riesca ad “acchiappare”, quindi, può cambiare le sorti lavorative dei giovani italiani. Cosa serve? Una telecamera, un PC e un programma di editing video. Ah, anche l’originalità è gradita.