Il lato B della Boschi e le chiacchiere da serie C

La copertina di Chi sul “lato B” della Boschi

Il lato B di Maria Elena Boschi è un tema discusso sin dalla sua nomina nel governo. Una donna di sinistra, affascinante, e appena sopra i 30 anni, è una novità mediatica che non poteva – ahinoi – passare inosservata. Ed è meglio evitare commenti, perché sarebbe un po’ banale.

Mel corso della cerimonia al Quirinale il famoso vestito blu elettrico aveva già catalizzato l’attenzione, manco fosse una riforma costituzionale.

Il settimanale Chi ha riproposto il tema delle “forme” di Maria Elena Boschi, lanciando in copertina alcune foto della ministra in costume. Insomma, la questione è scivolata in chiacchiere da serie C. Immediatamente sui profili social si è scatenata la “caccia al commento” tra chi sostiene che il giovane lato B ministeriale sia degno di nota e chi dice il contrario.

In questo caso rifuggiamo dalla tentazione (comunque forte) di proporre analisi moraleggianti: meglio evidenziare un aspetto che rischia di passare per secondario. Questo tipo di informazione da tabloid finisce per favorire gli attori politici, nel caso specifico Maria Elena Boschi. La spasmodica attenzione ai dettagli crea il personaggio, alimentando la popolarità. Ancora di più se si parla di una ministra spesso passata ai raggi X più per il look che per le iniziative.

La titolare delle Riforme, reduce da un periodo molto difficile, riesce a entrare nelle case di milioni di italiani in maniera più efficace rispetto a qualsiasi azione svolta nel governo. E del resto viene anche “accolta” con benevolenza, perché nelle fotografie sta semplicemente passeggiando al mare durante le vacanze. Non c’è proprio nulla di disdicevole in quelle immagini: anzi agli occhi del cittadino comune, appare molto “umana”.

Insomma, le chiacchiere sul “lato B” si trasformano una (involontaria?) macchina di comunicazione politica che farà vendere qualche copia in più a Chi ma soprattutto accredita Maria Elena Boschi nel panorama italiano delle persone note al grande pubblico. Ed è un aspetto fondamentale per costruire un leader.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI