Obiettivi e nemici dello Stato Islamico del Califfo

Il Califfo al Baghdadi

Una strage di cristiani che rischia di passare quasi inosservata. In Iraq potrebbe infatti consumarsi una tragedia, portata avanti dallo Stato Islamico dell’autoproclamato Califfo Abu Bakr al Baghdadi, senza che la comunità internazionale comprenda pienamente il pericolo proveniente dai guerriglieri dell’Is (Islamic State), nelle scorse settimane definito Isis (Stato Islamico dell’Iraq e della Siria) o anche Isil (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante).

Dove può arrivare lo Stato Islamico del Califfo?

La domanda desta più di qualche preoccupazione: dove può arrivare il Califfo? Davvero è credibile la minaccia all’Occidente? La risposta è complicata. Resta certo, però, che Abu Bakr al Baghdadi, nella sua prima e unica uscita pubblica, ha dichiarato obiettivi quasi folli: in primis quello di voler espandere il territorio da lui controllato per conquistare anche gli “Stati fantoccio”, ossia che non rispettano il dettato del Corano e in particolare la “sunna”, che resta la guida religiosa e politica dei sunniti. In realtà i bersagli principali sono gli sciiti, l’altra principale ramificazione dell’Islam, oltre agli altri “infedeli”, su tutti i cristiani.

Dove governa il Califfo.

Al momento il Califfato controlla una vasta parte dell’Iraq, a partire dalla provincia occidentale di Anbar, dove ci sono le città di Ramadi e Falluja, le roccaforti degli islamisti che da lì hanno lanciato l’offensiva. Successivamente hanno conquistato Mosul, al nord, seconda città irachena, Tikrit e le aree del Kurdistan dove risiedeva la comunità cristiana costretta alla fuga.

La marcia punta alla capitale Baghdad, attualmente ancora sotto il controllo del governo dello sciita Nouri al-Maliki.

Lo Stato Islamico ha poi conquistato alcune zone della Siria, anche se con una guerra civile in corso è difficile comprendere dove governa esattamente e con quali poteri. Di sicuro Isis ha momentaneamente battuto l’esercito di Assad in alcuni sobborghi di Damasco e di Aleppo.

Le prossime battaglie dello Stato Islamico.

L’Isis, non ha alcuna alleanza e anzi è visto come un nemico. Tuttavia il Califfo Abu Bakr al Baghdadi sta puntando al Libano, dove ha già espugnato la città di Arsal, controllata dall’esercito di Beirut sino a qualche giorno fa. La miccia è stata la cattura di un generale affiliato al gruppo islamista. Per ottenere la liberazione i combattenti hanno attaccato Arsal.

L’apertura di un eventuale fronte libanese, in particolare contro le milizie sciite di Hezbollah, potrebbe far capire l’effettiva forza militare dello Stato Islamico. I guerriglieri sotto il comando di Hassan Nasrallah hanno una eccellente preparazione in battaglia: sarebbero un “test” fondamentale per il Califfo. E se l’Isis dovesse sconfiggere anche Hezbollah, dimostrerebbe di non essere forte solo contro eserciti deboli (come in Iraq) e in difficoltà (come in Siria), bensì confermerebbe di essere un serio pericolo anche per l’Occidente.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI