Il virus ebola non è arrivato in Italia da Lampedusa : smascherata l’ennesima bufala

Non si può negare l’epidemia del virus ebola che, in Africa occidentale, ha ucciso 672 persone e ne ha contagiate almeno 1200. Fin tanto che il virus restava nei villaggi delle foreste tropicali africane, il pericolo diffusione era minimo e il tutto si spegneva in pochi giorni, rimanendo circoscritto in quei luoghi lontani dai grandi centri. Sempre drammatico, sicuramente, ma lontano dai riflettori dei media. Una volta che il virus è arrivato a Conakry, capitale della Guinea, la preoccupazione è, giustamente, aumentata in maniera esponenziale.

I confini, le frontiere sono sotto controllo. E, no, il virus non è arrivato in Italia tramite il porto di Lampedusa.

La notizia in questione era stata riportata su internet, tramite una pagina Facebook, da un uomo di 44 anni, torinese. Quest’ultimo, a quanto pare, è molto vicino, dal punto di vista ideologico, all’estrema destra. La polizia postale è risalita in breve tempo al suo profilo sul quale sono state trovate foto di Mussolini e post xenofobi. E, guarda caso, la notizia dello “sbarco a Lampedusa” del virus Ebola sembrava proprio indirizzata in tal senso: facile puntare il dito contro la situazione immigrati, facile far girare la notizia su internet dove ogni utente si allarma al primo titolo, senza controllare la fonte. Facile, troppo facile.

Così non deve essere. Non più. Le bufale in questi giorni stanno invadendo i profili Facebook, straripa il fiume di false informazioni, generando panico e clicks a non finire. Perché, alla fine, quello che interessa veramente a questi “diffusori di bufale” è solamente ottenere traffico sul sito e monetizzare attraverso i banner pubblicitari. E scrivere “I rom viaggeranno gratis sui mezzi pubblici: c’è il sì del Parlamento” in un Paese dove nessuno s’informa a dovere è, di nuovo, facile, troppo facile.

Dal Papa che va a Gaza, passando per Schettino che tiene lezioni all’università fino ad arrivare a tutti i post sui Rom e le presunte leggi a loro favore. Non se ne può più.

Attenzione però: non possiamo dare la colpa ai siti che mettono in rete queste notizie. In teoria sarebbe diffamazione. Già, sarebbe. Perché la maggior parte di questi giornali online riporta, in fondo alla pagina (sì, dove nessuno va mai a leggere), che le notizie sono completamente inventate.

Poco importa, comunque, agli attentissimi lettori che non aspettano, non pensano, non valutano, non osservano e non si informano prima di condividere il post e aggiungere prontamente il loro indignato commento, manifestando a volte stupore, altre ribrezzo, svuotando le loro coscienze già vuote, palesando opinioni costruite sul nulla. La colpa è loro, solo loro.

Essere informati è un diritto. Informarsi è un dovere morale.

Quindi,prima di condividere la prima cosa che leggete sul web, controllate la fonteInformatevi. E una volta che vi sarete informati, informatevi di nuovo. E ancora, ancora e ancora.

In alternativa, com’è ovvio che sia, potete rimanere tranquillamente nella vostra assoluta, inconsapevole ignoranza.

Leonardo Mazzeo

Informazioni su Leonardo Mazzeo

Leonardo sogna di diventare uno scrittore. Poi si sveglia e studia diritto. Nel tempo libero. Per il resto della giornata pensa, legge, mangia, fuma, scrive pensa, beve, pensa. Ultimamente finge si saper suonare la chitarra. C'è chi lo definisce un sognatore, un poeta, un eterno innamorato. Lui preferisce definirsi molto più umilmente un coglione. La verità, probabilmente, è nel mezzo. In poche parole, è un mezzo coglione.