Renzi nell’intervista a ‘La Repubblica’

Nessun tema è stato più discusso della riforma costituzionale: bipolarismo perfetto, poteri delle Regioni, iter delle leggi. Ci sono tomi e tomi, convegni e seminari. Sono trent’anni che facciamo dibattiti culturali, ora è venuto il momento di decidere: facciamo politica, noi, non accademia. E in politica alla fine si decide. L’Italia non si può più permettere di coltivare il culto del “discussionismo” fine a se stesso. Si può essere d’accordo o meno, ma non si può sostenere che non sia stata sufficiente la preparazione. Certo, c’è una parte dell’establishment che non sopporta il mio stile. Ma verrà il giorno in cui si potrà essere finalmente parlare delle responsabilità anche delle elite culturali nella crisi italiana: i politici hanno le loro colpe. Ma professori, editorialisti, opinionisti non possono ritenersi senza responsabilità.

Ci sono ancora quattro letture. Ma nessuno può pretendere di porre veti. Non è possibile che o si è tutti d’accordo o ci si blocca.

Con l’approvazione della riforma costituzionale, questa legislatura sarà intera. Questa riforma non è la chiave di tutti i problemi. Ma è il simbolo più forte. Dopo la sua approvazione, a settembre partono i 1000 giorni.

L’intera intervista è a questo link.