Riforme: cos’è il canguro contro i troppi emendamenti

Dopo l’ennesima giornata all’insegna dell’ostruzionismo da parte di M5S, Sel e Lega Nord, il presidente del Senato ha optato per il “canguro“.

In cosa consiste?

Il canguro è una prassi parlamentare, non prevista dal regolamento del Senato, presa in prestito nel 1996 da quello della Camera, che consente di raggruppare gli emendamenti uguali o di contenuto analogo. Bocciato o approvato un emendamento, quelli analoghi avranno la stessa sorte. E così nella giornata di mercoledì 30 luglio sono “caduti” ben 1400 emendamenti. Quello che ha fatto scalpore quindi non è lo strumento in sé, utilizzato già diverse volte in Aula nel corso degli anni, ma gli effetti dello stesso, ovvero gli emendamenti decaduti. Un esempio? Caduto l’emendamento di Sel che voleva la riduzione dei deputati a 300, è caduto di conseguenza anche quello successivo che portava il numero dei deputati a 360.

C’è stata la protesta dell’opposizione che si è appellata alla giunta per il regolamento di Palazzo Madama. Quest’ultima ha dato ragione al Presidente Grasso il quale, ai sensi dell’art. 102 comma 4 del regolamento del Senato, “ha facoltà di modificare l’ordine delle votazioni quando lo reputi opportuno ai fini dell’economia o della chiarezza delle votazioni stesse

Chiosa sul canguro preso come strumento in sé: tale mezzo non potrà essere utilizzato alla Camera in quanto, dal 1997, il regolamento della stessa è stato modificato. Oggi, l’art 85 bis prevede espressamente che il “canguro” non può essere utilizzato per le riforme costituzionali.

Reazioni:

Renzi: cinguetta il presidente, sostenendo che “#Mentreloro hanno finito il tempo, noi non abbiamo finito la pazienza. Grazie ai senatori che stanno sostenendo questa riforma #lavoltabuona

M5S, Sel e Lega hanno provato ad azzoppare il canguro.

Tra i banchi del M5S è comparso un canguro di peluche. Sì, lo hanno fatto veramente, non è uno scherzo.

Sempre il M5S urla, si agita, schiamazza, si muove come un branco di primati e sbatte i regolamenti sui banchi. Per la cronaca, sono andato al cinema a vedere Apes revolution: il pianeta delle scimmie. Nel film loro, le scimmie, col passare degli anni diventavano intelligenti, imparando addirittura a parlare. In aula loro, i senatori, col passare dei giorni ritornano bambini, giocando addirittura con i peluches.

Tra canguri, scimmie e presidenti del Consiglio che cinguettano, stiamo perdendo anche l’ultimo briciolo di credibilità che ci era rimasta.

Nel frattempo restando in tema, Tavecchio, per riprendersi dalla battutaccia che ha minato la sua candidatura alla Presidenza della FIGC, sembra intenzionato a comprarsi le quote di maggioranza della Chiquita.

Leonardo Mazzeo

Informazioni su Leonardo Mazzeo

Leonardo sogna di diventare uno scrittore. Poi si sveglia e studia diritto. Nel tempo libero. Per il resto della giornata pensa, legge, mangia, fuma, scrive pensa, beve, pensa. Ultimamente finge si saper suonare la chitarra. C'è chi lo definisce un sognatore, un poeta, un eterno innamorato. Lui preferisce definirsi molto più umilmente un coglione. La verità, probabilmente, è nel mezzo. In poche parole, è un mezzo coglione.