Berlusconi: il perché di un’assoluzione

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L’ex Premier è stato assolto, in appello sono cadute le accuse di prostituzione minorile e concussione. Dopo la sentenza di condanna a 7 anni in primo grado, ora il Cavaliere si dice “commosso” e rivaluta i tanto odiati magistrati, sostenendo che “la maggioranza dei magistrati è ammirevole”. Dopo molti lavaggi, evidentemente, le toghe rosse si sono sbiadite.

Ma perché Berlusconi è stato assolto? Prima ancora: perché invece in primo grado era stato condannato? Come detto in precedenza, i reati in capo al Caimano erano due.

Prostituzione minorile: il tutto si giocava sul fatto se Berlusconi fosse a conoscenza o meno della minore età di Ruby. Secondo l’accusa ovviamente sì. A sostegno di questa tesi c’erano alcune intercettazioni e la consapevolezza che Emilio Fede, tramite tra Silvio e Ruby, conoscesse la vera età della giovane avendola seguita in un concorso di bellezza. Dall’altra parte la difesa nel controbattere ha scaricato le colpe sull’ex direttore del Tg5 che avrebbe taciuto la reale età della giovane al Cavaliere. Inoltre Ruby “fisicamente” all’epoca dimostrava più di 17 anni. Evidentemente la seconda delle due tesi ha convinto i giudici. Berlusconi è stato assolto perché “il fatto non costituisce reato”, in quanto nell’imputato mancava quell’elemento psicologico/soggettivo che fa diventare una condotta (intendiamoci, verificatasi) in un illecito penale, ovvero la conoscenza stessa della minore età di Ruby.

Concussione: è l’accusa ben più grave, in merito a tempo di condanna e non solo. Secondo l’accusa, la notte del 27 maggio 2010 Berlusconi, abusando della sua qualità di Presidente del Consiglio, avrebbe “costretto” i funzionari della procura di Milano a rilasciare la stessa Ruby, arrestata poco prima per furto. Prima di quel 27 maggio, per 3 mesi Ruby era rimasta ad Arcore. Sempre secondo l’accusa quindi, al Cavaliere premeva che la ragazza fosse liberata, temendo che potesse “spifferare” qualcosa, se non tutto, a chi di dovere su quello che accadeva tra le mura di Casa Berlusconi. A questo punto c’è da fare una precisazione, anche per capire il motivo di un così repentino cambiamento di posizioni da un grado all’altro di giudizio. A cavallo del processo infatti, iniziato proprio nel 2010 e giunto ad una svolta dopo 4 anni, nel 2012 è entrata in vigore la Legge Severino che ha riformato il reato di concussione, dividendolo in due filoni distinti: concussione per induzione e concussione per costrizione. Quest’ultima ha bisogno di una “minaccia esplicita” per poter essere correttamente configurata. Minaccia esplicita che c’è stata per i giudici di primo grado, per poi venir meno nel giudizio d’appello. E tanti cari saluti anche al secondo capo d’accusa.

Aspettiamo quindi la motivazione della sentenza che arriverà entro novanta giorni. A quel punto potremo avere un quadro ancor più chiaro della situazione.

Concedetemi una riflessione personale. I reati a quanto pare non ci sono, ma i fatti sì. Hai voglia a dire che “non sussistono”. I fatti sono quelli e quelli restano. Ora: voi ve la sentite ancora di difendere un anziano che, alla veneranda età di 70 anni, organizza festini per ragazze dai facili costumi ai quali partecipa anche buona parte della classe dirigente? Vi sentite rappresentati da un manipolo di uomini che, con la camicia sbottonata e la cravatta legata in testa, sbronzi come non mai si strusciano contro giovani provocanti, intraprendono dei trenini dalle inconfondibili caratteristiche goliardico/sessuali? E’ questo l’esempio di politica? Secondo voi è giusto far passare l’idea secondo la quale le ragazze per fare carriera, hanno bisogno di prestarsi a tali compromessi? Ogni riferimento a Nicole Minetti è puramente casuale.

Se la vostra risposta a tutte le domande è un secco “sì”, beh, vuol dire che questi vent’anni di Berlusconismo hanno funzionato alla grande.


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Leonardo Mazzeo

Informazioni su Leonardo Mazzeo

Leonardo sogna di diventare uno scrittore. Poi si sveglia e studia diritto. Nel tempo libero. Per il resto della giornata pensa, legge, mangia, fuma, scrive pensa, beve, pensa. Ultimamente finge si saper suonare la chitarra. C'è chi lo definisce un sognatore, un poeta, un eterno innamorato. Lui preferisce definirsi molto più umilmente un coglione. La verità, probabilmente, è nel mezzo. In poche parole, è un mezzo coglione.
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