Così nasce la sinistra del possibile

Pubblicato il da

Qualcosa di nuovo è successo a Livorno. Beninteso, niente di paragonabile alla scissione del 1921 che portò alla nascita del Partito comunista, ma in quella stessa città è nata la “sinistra del possibile“.

Il regista dell’operazione è stato Pippo Civati, promotore del PolitiCamp, che già nell’intervista rilasciata a Sfera pubblica (qui il link per leggerla) aveva spiegato come il Nuovo Centrosinistra (che lui aveva proposto come una “provocazione mediatica”) fosse nato nei fatti.

Le due strade della sinistra

L’unico dubbio resta sulla struttura della sinistra del possibile. Le strade sono due: restare nel Partito democratico, magari coinvolgendo Sel e costituendo una sorta di area indipendente sempre nel perimetro di Largo del Nazareno; oppure arrivare alla scissione tout court con la nascita di un nuovo partito. Ma con un progetto ben chiaro per fuggire dalla sindrome dello zerovirgolaqualcosa alle elezioni.

Del resto il Pd è già formato da “due partiti in uno“. Basta girare un po’ sui social per vedere i rapporti quantomeno tesi tra i renziani e i “dissidenti”, anche indicati come i civatiani. Le due anime, insomma, sembrano abbastanza distanti forse oltre la naturale dialettica prevista da un partito in grado di raggiungere il 40% dei consensi.

Ovviamente il pericolo che minaccia la “sinistra del possibile”, qualsiasi forma essa assumerà, è l’antica patologia della sinistra: la lacerazione in correnti e correnticole interne, che rischiano di condannare quest’area politica all’irrilevanza. Quel che è accaduto in Sel è evidente: il buon risultato alle Europee della lista l’Altra Europa con Tsipras è stato divorato dalle divisioni, culminate nella spaccatura.

I protagonisti del possibile

Pippo Civati è l’esponente mediatico di maggior spicco di questo fermento a sinistra, che ha coinvolto anche Nichi Vendola, alla ricerca di un rilancio dopo lo smembramento della sua Sel, e Gianni Cuperlo, l’altro candidato alle primarie del Pd che si è riavvicinato a Renzi più per necessità che per reale convinzione.

I “protagonisti del possibile” hanno però una sola carta da giocare: la proposta di un cambiamento effettivo da proporre (o contrapporre?) alla visione renziana, senza il restyiling del vecchio sinistrismo e rifuggendo dalla tentazione di scadere nell’antirenzismo fine a se stesso (per informazioni leggere qui).

Questo articolo è stato pubblicato in Italia e contrassegnato come , , , da Stefano Iannaccone . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Aggiornato alle ore 11:40
Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

E’ nato pessimista nell’81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Al momento dimostra circa 150 anni, qualcuno in meno dell’Italia unita. Gli altri dicono che sia giornalista, lui non lo sa ma continua a scrivere. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato un romanzo intitolato ‘Andrà tutto bene’. Il suo amore si chiama Sfera pubblica. Twitter: @SteI
ipse dixit

Alfano parla di carcere per chi sceglie l’utero in affitto. Ma il ministro lo sa che in Italia questa pratica è già vietata dalla legge 40? continua

Monica Cirinnà, relatrice del ddl sulle unioni civili
21 aprile 2015 | Giovedì 23 aprile – ore 18,00 Libreria Ibs Via Nazionale, 254 – Roma Presentazione del libro “Il Creasogni” di Simone...