Whatsapp e il problema delle “doppie spunte”

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“Non mi risponde. L’ha visto e non mi risponde. Giuro che questa è l’ultima volta che le scrivo. L’ha visto e non risponde. Sono sicuro, ci sono le due spunte, Zuckerberg sa tutto, è come il suo “visualizzato alle…”, non mentirmi, so che hai letto. Mark, diglielo tu.”

No ragazzi, non è andata esattamente così. O meglio, così non dovrebbe andare. Se proprio dovete prendervela con qualcuno, non fatelo col vostro interlocutore ma con chi si è ingegnato per donarci un siffatto metodo di comunicazione, croce e delizia per ormai tutti i rapporti che (non) si rispettino: i simboli di Whatsapp.

Facciamo chiarezza.

Orologino insensato: problemi di connessione. Della serie, se la connessione dati non funge non ti rimane altro da fare se non attaccarti al…wi-fi di qualcuno.

Una spunta: messaggio inviato, non consegnato. Sicuramente dal tuo telefono è partito, ma è ancora in viaggio verso mete tecnologiche in cui nidificare.

Due spunte: messaggio consegnato. Consegnato. CONSEGNATO. Non letto. Il vostro piccolo testo è arrivato dritto a destinazione. E vi sembrerà strano ma ci sono delle persone che non considerano lo smartphone un’appendice del proprio corpo, ai livelli di mani e piedi. Qualcuno lo lascia anche in giro per casa, oppure semplicemente non lo tiene d’occhio ogni 4/5 secondi.

L’unico modo per sapere se il destinatario ha davvero letto il messaggio è controllare la celeberrima “ultima visualizzazione”. Comunque nemmeno questo metodo è sicuro al 100% in quanto demistificabile da parte del tuo interlocutore diretto con scuse del tipo “oi scusa ma ho 294.829 conversazioni aperte”, manco fosse un azionista all’apice della carriera.

Che poi, l’ultima visualizzazione può anche essere rimossa. A quel punto nemmeno attaccarsi al wi-fi potrebbe aiutare.

Ah, un’ultima cosa. Se scrivete su un gruppo e non esce nemmeno una “doppia spunta” nonostante voi abbiate inviato circa un migliaio di messaggi, state tranquilli: i telefoni dei vostri amici non sono esplosi in simultanea. 

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Leonardo Mazzeo

Informazioni su Leonardo Mazzeo

Leonardo sogna di diventare uno scrittore. Poi si sveglia e studia diritto. Nel tempo libero. Per il resto della giornata pensa, legge, mangia, fuma, scrive pensa, beve, pensa. Ultimamente finge si saper suonare la chitarra. C'è chi lo definisce un sognatore, un poeta, un eterno innamorato. Lui preferisce definirsi molto più umilmente un coglione. La verità, probabilmente, è nel mezzo. In poche parole, è un mezzo coglione.
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