Sondaggi: intanto il Pd di Renzi vola, il M5S risale?

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Sarà l’effetto persistente degli 80 euro o forse la difficoltà di fronteggiare la popolarità di Matteo Renzi. Fatto sta che il presidente del Consiglio, nonché segretario dei democratici, continua a fare incetta di consenso.

sondaggi politici, ripresi da qualche giorno dopo lo shock per gli errori commessi prima delle Europee, tendono a confermare il responso del 25 maggio.

Il Pd resta saldamente il primo partito, confermandosi sopra la soglia del 40% e anzi superando quella del 41%. Insomma, il presidente del Consiglio ha in mano un capitale enorme.

I risultati dei sondaggi politici: Pd sotto il 42%, M5S in ripresa?

Il Pd è dato al 41,5% dall’Istituto Piepoli, addirittura al 43% da Demopolis. La tendenza è quindi di un partito poco sotto il 42%. Il Movimento 5 Stelle ha superato “a suon di Maloox” lo shock elettorale e cerca la risalita.

La “media” dei rilevamenti non è strepitosa, ma dà il M5S comunque tra il 21 e il 20% con la possibilità di crescere sfruttando la visibilità di essere sostanzialmente l’unica opposizione. Una chance da giocare con attenzione e senza gli estremismi che hanno contraddistinto l’ultima campagna elettorale.

In tale quadro Forza Italia continua a essere sempre più un partito “residuale”: sia Piepoli che Demopolis certificano il calo al di sotto del 16%. Silvio Berlusconi, così, rischia di vedere crollare la sua “creatura” a meno del 15%: sarebbe l’abbattimento di una importante soglia psicologica.

La situazione degli “altri” capeggiati dalla Lega Nord

La Lega Nord continua a salvarsi dal naufragio dei partiti medio-piccoli. Matteo Salvini conserva il 6% con l’obiettivo di crescita sul modello “opposizione intransigente”. Il Carroccio si candida a concorrente del M5S su questo territorio.

Il Nuovo Centrodestra, in tandem con l’Udc, è sempre intorno al 4%: una soglia buona per le Europee, ma non per l’Italicum come è attualmente concepito. Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, invece, “vede” il 4% confermandosi un soggetto politico con un margine di miglioramento.

Per il resto Sel ha pagato dazio alla scissione che ha portato il partito al 2%.

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