Bancarelle dei libri a Port’Alba: la burocrazia multa cultura

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La polizia municipale di Napoli ha stilato un verbale per “occupazione di suolo pubblico” nei confronti delle ormai storiche bancarelle di libri di Port’Alba.

Per chi non le conoscesse, sicuramente non possono essere descritte come semplici “bancarelle”. Straordinario esempio di cultura popolare ma non per questo non elevata. Centro di raccolta per tanti appassionati. Non solo una via di Napoli, soprattutto una via d’uscita, luce in fondo al nero tunnel della crisi che teneva in vita le speranze dei commercianti che oggi fanno fronte comune con i loro clienti per una battaglia che tutti, noi compresi, ci auguriamo possa portare qualcosa di buono.

Lo stato di allerta è stato lanciato immediatamente, c’è movimento sui social che gridano alla “rivolta pacifica”. Per l’occasione è stata indetta un’iniziativa tanto coinvolgente quanto originale, mirata a sottolineare (nel caso ce ne fosse bisogno), l’importanza di quel luogo magico. Una sorta di flash mob dove tutti i partecipanti, al “via”, si scambieranno a vicenda dei libri. Qui la pagina Facebook dell’iniziativa in programma il 14 luglio.

Qualche bancarella è già stata rimossa dai proprietari, tra lo sgomento dei passanti e degli altri commercianti che, perplessi, hanno fatto appello all’amministrazione per intervenire sul caso. Qualche recente ingorgo burocratico non aveva permesso ai librai di rinnovare la loro licenza, facendo così cadere il diritto di occupare il suolo pubblico.

L’assessore al Commercio Enrico Panini ha aperto al dialogo con i commercianti per trovare una soluzione comune, cercando di venire incontro ai loro interessi. O meglio, agli interessi di una città intera che non vuole vedersi privata del suo “angolo cultura”. Anche il Sindaco de Magistris si è schierato con i librai, lasciando da soli i vigili che sembrano destinati ad uscire sconfitti da questa battaglia. A questi ultimi va comunque il merito di aver sollevato un polverone tale da permettere di regolarizzare la zona. Agli stessi anche il demerito di aver preso la mira e sparato colpi di verbale alla cultura partenopea.

Un verbale per occupazione del suolo pubblico ai librai, una multa per eccesso di burocrazia a loro.

Uno a uno, palla al centro.

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Leonardo Mazzeo

Informazioni su Leonardo Mazzeo

Leonardo sogna di diventare uno scrittore. Poi si sveglia e studia diritto. Nel tempo libero. Per il resto della giornata pensa, legge, mangia, fuma, scrive pensa, beve, pensa. Ultimamente finge si saper suonare la chitarra. C'è chi lo definisce un sognatore, un poeta, un eterno innamorato. Lui preferisce definirsi molto più umilmente un coglione. La verità, probabilmente, è nel mezzo. In poche parole, è un mezzo coglione.
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