Tasse e fatturato: le accuse di elusione ad Amazon

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Amazon, il famoso portale di e-commerce, è finito sotto inchiesta da parte della Commissione europea e dell’Antirust per accordi fiscali con il Lussemburgo, paese noto proprio per  i suoi trattamenti fiscali vantaggiosi.

Il fatturato di Amazon e le tasse in Lussemburgo

Amazon ha la sede centrale a Seattle, negli Stati Uniti e a Lussemburgo quella europea. Sia l’Antitrust che la Commissione europea quindi, vogliono accertarsi che non siano state violate le norme comunitarie sugli aiuti di Stato. Uno degli ispettori di Bruxelles si sta occupando in particolare della questione.

Le regole Ue riguardanti gli aiuti di Stato affermano che le autorità nazionali non possono prendere misure che consentono alle società di pagare meno tasse rispetto a quello che dovrebbero, anche se , secondo quanto pubblicato dal Financial Times, Amazon EU Sarl potrebbe sfruttare localmente tali vantaggi fiscali, grazie alla sua particolare gestione dell’inventario e ai sistemi di pagamento utilizzati.

L’intero fatturato europeo legato ai negozi online di Amazon – circa 13,6 miliardi di euro nel 2013 – ha infatti usufruito in Lussemburgo, nell’anno passato, di uno sconto dell’8% delle tasse.

Ma il commissario europeo per la concorrenza, Joaquin Almunia afferma:

Una concorrenza fiscale equa è essenziale per garantire l’integrità del mercato unico, la vitalità delle finanze degli Stati membri e la concorrenza a pari condizioni tra le nostre aziende.

I precedenti polemici di Amazon

Comunque sia non è la prima volta che Amazon finisce al centro di polemiche. Nonostante abbia dato lavoro a migliaia di europeida quasi sei anni è stata criticata per il trattamento ai lavoratori: 

  • Lo scorso anno la tv tedesca Ard aveva mandato in onda un documentario sulle degradanti condizioni lavorative alla sede di Bar Hesfeld, in Germania.
  • I sindacati di diversi paesi come Gran Bretagna, Polonia e Repubblica Ceca hanno fatto sentire la propria voce contro i presunti soprusi.
  • Nell’ultima settimana anche dalla casa editrice Messaggerie Italiane sono arrivate critiche.
  • E’ stato scritto anche un libro “En Amazonie, infiltré dans le meilleur des mondes”, il quale racconta di dipendenti “trattati alla stregua di robot”, di milleduecento precari “soggetti a compiti faticosi e ripetitivi, come percorrere venti chilometri ogni giorno tra i reparti di immensi depositi”.

Secondo Stefano Mauri, inoltre, vicepresidente di Messaggerie Italiane, Amazon priva gli editori tradizionali dei margini di sopravvivenza.

In riferimento a tutto questo possiamo solo attendere i chiarimenti da parte di Amazon e del governo del Lussemburgo, anche se fino ad ora non sono stati molto propensi alla collaborazione.

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