Il Politicamp 2014: l’opposizione necessaria

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In tempi di omologazione al Pensiero Unico, un incontro dei “non allineati” rappresenta un patrimonio di ricchezza inestimabile. Il Politicamp 2014, che si svolgerà a Livorno l’11, 12 e 13 luglio, è perciò uno dei fenomeni più importanti dell’estate politica italiana. La ragione è molto semplice: è l’opposizione più concreta necessaria alla nuova religione del renzismo. E l’opposizione (per dirla in termini più sociologici il pensiero critico contro il pensiero unico) è sempre un dono.

L’evento, promosso da Pippo Civati, ha scelto come slogan “è possibile“, lanciando un chiaro segnale che un Pd diverso da quello attuale non è solo l’utopia di un manipolo di visionari, bensì è un progetto politico da coltivare con pazienza e tenacia.

Il paradosso italiano dell’opposizione

In Italia i paradossi non mancano. Così, al netto del Movimento 5 Stelle (che però fa un’opposizione dagli accenti autoreferenziali), solo all’interno del Partito democratico c’è una proposta alternativa alla linea di Matteo Renzi. E questo costa a Pippo Civati l’accusa di “ribellismo”, o peggio di “diserzione”. Il concetto renziano è ormai diventato chiaro: il 41% ottenuto alle Europee dovrebbe azzerare qualsiasi dibattito, perché “lo vuole il popolo”. La democrazia non funziona proprio così.

C’è chi addirittura si avventura in complicati discorsi, secondo cui Civati si oppone al segretario solo per ottenere visibilità. Come se di questi tempi fosse conveniente “sfidare” il presidente del Consiglio, peraltro non avendo alle spalle le “truppe mediatiche” di cui dispone il rottamatore d’antan.

Il Pd riparte dal basso dal Politicamp 2014

Il programma del Politicamp 2014 conferma la volontà di un Pd che possa ripartire dal basso con una nuova agenda politica. Il Partito democratico che si ritrova a Livorno ha una precisa fisionomia di sinistra, che vorrebbe poter dialogare con l’elettorato del Movimento 5 Stelle, quello di Sel e ambientalista, senza fare “campagne acquisti”.

Insomma, l’idea è che sia possibile formare una forza progressista, senza usare il consenso come un magnete come è avvenuto con un parte di Sel e Scelta Civica.

Si può pure non condividere la visione politica proposta al Politicamp, ma la si deve comunque incoraggiare perché alimenta il dibattito, altrimenti appiattito sulla venerazione del leader.

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