Floris lascia la Rai: motivi (e polemiche) del possibile passaggio a La7

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“Dopo dodici anni di  conduzione di Ballarò  e dopo un proficua esperienza  quasi ventennale in Azienda, Giovanni Floris lascia la Rai. La Rai, nel ringraziarlo  per il lavoro svolto,  gli porge i migliori auguri per il suo futuro professionale”. Con questa breve nota l’Ufficio Stampa Rai ha ufficializzato il divorzio tra la tv pubblica e il conduttore Giovanni Floris. Un annuncio che per i più attenti osservatori non è sembrato inatteso. Bastava sfogliare il nuovo palinsesto Rai presentato pochi giorni fa per notare questa ingombrante assenza.

Sulla vicenda non sono ancora trapelati particolari. Il conduttore si è limitato a salutare e ringraziare l’azienda senza fornire ulteriori dettagli.

“Ringrazio la Rai e Ballarò cui devo tutto, perché in questi lunghi anni mi hanno formato e dato fiducia. Sono un uomo fortunato. Dal lavoro ho avuto enormi soddisfazioni. Mi impegnerò per far sempre meglio nella convinzione che rimettersi in gioco sia salutare e giusto, anche per riguardo al pubblico che mi ha sempre seguito e sostenuto”.

Voci sempre più insistenti parlano di un approdo alla rete di Urbano Cairo. Nella serata di ieri principali quotidiani italiani, Repubblica.it e il Corriere della Sera.itavevano sostenuto che il passaggio fosse ormai scontato, trovando tuttavia la smentita del direttore del Tg di La7Enrico Mentana, nel corso dell’edizione serale del telegiornale:

“C’e’ una trattativa in corso ma l’accordo non e’ ancora concluso” ha detto Mentana dopo il servizio sull’addio di Floris alla Rai. “Corriere e Repubblica danno per certo l’accordo.  Abbiamo contatto direttamente le fonti e possiamo dire che non c’e’ un accordo siglato. Essendo una materia delicata, e’ inutile mettere bandierine fino a che non si e’ raggiunta la vetta. Sarebbe bello avere anche Floris, c’e’ posto e lo attenderemo nel caso la trattativa si chiudesse”.

Quali sono i motivi?

In mancanza di dichiarazioni ufficiali dei diretti interessati e in mancanza di smentite ufficiali relative alle voci che circolano a Viale Mazzini, pare che a far vacillare il rapporto tra Floris e la Rai sarebbe stato soprattutto il mancato accordo economico.

In una intervista rilasciata all’agenzia ANSA il conduttore ha affermato che la scelta di allontanarsi dalla Rai  è stata di natura editoriale e non economica.

Secondo quanto si è appreso da fonti giornalistiche l’offerta Rai sembra si sia fermata a 1,8 milioni di euro in tre anni, contro i circa 4 milioni di La7.In questa direzione vanno ad esempio le dichiarazioni del consigliere Rai Antonio Verro:

“Mi dispiace che Floris lasci Viale Mazzini, perché è un grande professionista, ma la Rai non può rincorrere un”esasperata logica di mercato che mi sembra il motivo che ha portato Floris ad andare via. Mi piacerebbe tanto che la Rai non venisse usata come una porta girevole, in entrata e in uscita, per guadagnare più quattrini”.

Sullo stesso avviso è anche Riccardo Bocca dell’Espresso secondo il quale l’intera operazione dovrebbe essere letta esclusivamente dal punto di vista economico senza scomodare ipotesi di censure ed editti.

“Non confondiamo le arroganze del novello premier con l’editto del badante di Arcore. Qui c’è in gioco denaro, mercato, la strafame di Floris inaccettabile per viale Mazzini. E bene ha fatto Luigi Gubitosi, direttore generale in questo caso da applausi, a dire basta al merengue”.

Il riferimento è al recente battibecco tra il conduttore e il premier Matteo Renzi che nel corso di un’intervista aveva invitato la Rai a partecipare attivamente alla spending review.  Le reazioniTorna proprio su questo episodio Maurizio Gasparri che invece imputa la vicenda al servilismo dell’Azienda nei confronti del Premier.

“Ma Floris va via dalla Rai perche’ ha avuto il coraggio di fare domande scomode a Renzi che la Rai vuole distruggerla? E’ questa la sua colpa? C’e’ un editto di Renzi sul conduttore di Ballaro’?”.

La @RaiTv non trattiene Floris @RaiBallaro per puro servilismo verso @matteorenzi al quale Floris ha fatto domande scomode,questa la veritá

— Maurizio Gasparri (@gasparripdl) 4 Luglio 2014

La senatrice del PD Camilla Fabbri, componente della commissione Vigilanza Rai si dice sorpresa e chiede che il caso sia affrontato proprio in commissione:

”Le scelte professionali attengono alla persona ma ritengo sia doveroso stabilire che da parte di viale Mazzini sia stato fatto di tutto, nell’ambito del possibile, per trattenere il conduttore di Ballaro’, programma di punta Rai, che deve comunque essere mantenuto. Di tutto questo dovra’ occuparsi la commissione di Vigilanza”.

Dubbioso anche l’ex direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo, che definisce l’addio di Floris alla Rai un “brutto colpo” per l’Azienda pubblica e un “gran colpo” per il concorrente che riuscirà ad averlo in squadra.

Le polemiche sullo stipendio di Floris

Vere o meno le indiscrezioni sul contratto, c’è da dire che nei confronti dell’ingaggio di Floris nessun schieramento politico si è professato favorevole. In diverse occasioni Renato Brunetta ha chiesto chiarezza sul compenso del conduttore arrivando a presentare anche  un’interrogazione parlamentare. Lo stesso Brunetta aveva più volte criticato la faziosità del programma e di alcuni interventi del comico Maurizio Crozza, attraverso comunicati, interrogazioni ed esposti all’AGcom in nome del pluralismo.Anche l’allora presciente del consiglio Silvio Berlusconi si scagliò contro il conduttore definendolo un “mistificatore” in diretta tv:

Sul versante del M5S la figura di Floris non ha mai suscitato particolari simpatie. Compenso eccessivo per un dipendente pubblico e informazione di parte, questi in sintesi i motivi dell’attacco che Beppe Grillo riservò al conduttore nel giugno del 2013 subito dopo aver appreso da un’intervista i dati sul suo ingaggio. Di seguito il video integrale:

Al momento sulla vicenda non è stato fatto nessun commento dall’esponente del Movimento 5 Stelle e presidente della commissione Vigilanza Rai Roberto Fico.

Chi saranno i sostituti?

Sono tre le ipotesi più plausibili per la sostituzione di Giovanni Floris alla guida di Ballarò. In odore di spending review la soluzione più accreditata è quella interna: tra i nomi più quotati ci sono quelli del direttore di Rai3, Andrea Vianello, del direttore del Tg3, Bianca Berlinguer, e del conduttore di “Agorà”, Gerardo Greco.  Su quest’ultimo nome pesa il successo di ascolti nella fascia oraria del mattino, mentre sui due direttori la delibera aziendale sui ‘doppi incarichi’. Quel che appare certa è l’intenzione dell’Azienda di mantenere in vita il marchio e il format di Ballarò.

L’esodo dalla Rai 

Il caso Floris è simile per alcuni aspetti a quella di Michele Santoro. Anche escludendo l’ipotesi di una ‘pressione politica’ nei confronti dell’azienda, quella che appare sconveniente è proprio la scelta dal punto di vista economico. L’addio di Santoro segnò per l’azienda una perdita in termini di ascolto e di conseguenza di introiti pubblicitari. Una perdita che ad oggi non è stata colmata. Uno stesso scenario fece da sfondo al mancato accordo per lo show del comico Maurizio Crozza. Molto probabilmente gli effetti delle polemiche e le perdite per l’Azienda ci saranno anche con l’addio di Giovanni Floris e forse in futuro, date le premesse, con quello di Fabio Fazio.

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