I dati sulla disoccupazione, la Nazionale e i problemi reali

I conformisti dell’anticonformismo hanno gioito perché con l’eliminazione dell’Italia al Mondiale non ci sarebbe stata l’arma di distrazione di massa. Con il ritorno di Prandelli e Balotelli a casa, gli italiani avrebbero discusso dei problemi veri. Evviva. Ma, come capita spesso, i conformisti dell’anticonformismo tendono solo a cercare un po’ di luce social-mediatica.

La disoccupazione è un problema reale? (Diamo i numeri per capirlo…)

Insomma, con la Nazionale eliminata ci si sarebbe immaginato che si parlasse dei problemi reali: e qual è il problema più reale della disoccupazione? La mancanza di lavoro è un’autentica piaga sociale (per non tacere degli esodati, che al momento lasciamo in disparte). Così, giusto per fare informazione, riportiamo in estrema sintesi i dati dell’Istat in riferimento al mese di maggio.

Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 222 mila, aumenta dello 0,8% rispetto al mese precedente (+26 mila) e del 4,1% su base annua (+127 mila). Il tasso di disoccupazione è pari al 12,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,5 punti nei dodici mesi.I disoccupati tra i 15-24enni sono 700 mila.

Sarà anche che siamo assuefatti a queste cifre e quindi non ci stupiscono più di tanto o forse perché siamo abbindolati dalle performance mediatiche di “Super Matteo Renzi“, ma la reazione è quella dell’apatia. Il lavoro non c’è e osserviamo la cosa con disincanto, senza nemmeno arrabbiarci e chiedere al governo se stia davvero facendo tutto il possibile.

Ricordiamo del “Jobs Act” e della Garanzia Giovani

Il Paese reale, quello che ha i problemi reali e che tifa l’Italia al Mondiale, dovrebbe ricevere qualche risposta (magari con domande fatte dagli anticonformisti di cui sopra) sulla validità Jobs Act e sulla Garanzia Giovani, che rischia di tramutarsi in un flop. Sarà pur vero che è troppo presto per fare bilanci sull’azione del governo, ma è giusto ricordare che quel provvedimento assomiglia molto a uno spot, pure un po’ dannoso per i lavoratori, per dare la sensazione che qualcosa sia stato fatto contro la disoccupazione.

Fose i conformisti dell’anticonformismo sono troppo impegnati a scegliere la meta della vacanze per occuparsi di cose serie, mica come l’Italia al Mondiale.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI