Cosa prevede la riforma della Giustizia

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Una riforma della Giustizia in 12 punti qualificanti. Il progetto presentato dal governo punta dritto alla riduzione dei tempi del processo e una totale revisione del sistema, comprese le intercettazioni.
Ecco in estrema sintesi cosa prevede la riforma presentata al termine del Consiglio dei ministri.
  • 1) Giustizia civile: riduzione dei tempi. Un anno in primo grado
  • 2) Giustizia civile: dimezzamento dell’arretrato;
  • 3) Corsia preferenziale per le imprese e le famiglie;
  • 4) Csm: più carriera per merito e non grazie all’appartenenza;
  • 5) Csm: chi giudica non nomina, chi nomina non giudica;
  • 6) Responsabilità civile dei magistrati sul modello europeo;
  • 7) Riforma del disciplinare delle magistrature speciali (amministrativa e contabile);
  • 8) Norme contro la criminalità economica (falso in bilancio, autoriciclaggio);
  • 9) Accelerazione del processo penale e riforma della prescrizione;
  • 10) Intercettazioni (diritto all’informazione e tutela della privacy);
  • 11) Informatizzazione integrale del sistema giudiziario;
  • 12) Riqualificazione del personale amministrativo.

Al di là dei “titoli”, i contenuti saranno abbastanza forti, in particolare sulla responsabilità civile, tema su cui la sinistra aveva nutrito sempre una forte avversità. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso della conferenza stampa, ha invece detto che chi sbaglia “per dolo o per colpa grave” deve pagare. L’emergenza è lo smaltimento dei 5 milioni di procedimenti civili in corso.

Nel complesso della riforma della Giustizia è previsto anche la reintroduzione del falso in bilancio, mentre in materia di intercettazioni l’esecutivo vuole compiere degli approfondimenti. In particolare il ministro della Giustizia Andrea Orlando deve incontrare i rappresentanti di stampa e magistratura per comprendere quale è il limite per la pubblicazione delle registrazioni.

Il rinnovamento del Csm, il Consiglio superiore della magistratura, prevede la rottura del meccanismo “correntizio”, che ha causato molti problemi alla Giustizia italiana. Lo slogan scelto è molto efficace: “Chi giudica non nomina, chi nomina non giudica”.

Il giudizio sulla riforma della Giustizia

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sta continuando a seguire una strada a lui molto gradita: presentare dei “flash”, sostanzialmente condivisibili. Tuttavia la vastità degli interventi presentati necessita di una valutazione nel merito, in quanto – per esempio – la responsabilità civile è un tema scottante e molto dipende dalla sua applicazione.

Infine, “l’emergenza smaltimento” degli arretrati è molto facile da annunciare, ma resta da comprendere come si possa effettuare realmente questa operazione.

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