Di Maio, il giovane anti Renzi del M5S

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Così diverso da Beppe Grillo, così amato da Beppe Grillo. Luigi Di Maio, 28 anni il prossimo 6 luglio, è il giovane che studia da leader del Movimento 5 Stelle, e meglio da candidato premier in chiave anti Renzi, mostrando di avere la qualità politica per rivaleggiare con il presidente del Consiglio.

 Vicepresidente senza gaffe

L’incarico di vicepresidente della Camera è sembrato un segno del destino: Di Maio era stato indicato già allora come uno dei parlamentari più preparati. Nella morbosa ricerca del difetto al grillino, in particolare a inizio legislatura, il deputato campano, nato ad Avellino e cresciuto a Pomigliano d’Arco (Na), ha saputo schivare ogni trappola.

Mentre la coppia Crimi-Lombardi diventava un genere letterario per il giornalismo italiano, Di Maio ricoprivl ruolo istituzionale con buonsenso, senza rinnegare la natura “rivoluzionaria” insita del Movimento 5 Stelle.

Streaming I e Streaming II

Di Maio era uno dei presenti all’incontro in diretta streaming, lo Streaming I, tra Beppe Grillo e Matteo Renzi. Il confronto finì con un monologo del leader del M5S, intenzionato solo ad attaccare l’allora presidente incaricato.

Il vicepresidente della Camera, in quella occasione, ha difeso l’operato dell’ex comico, dimostrando uno spirito di lealtà, ma non ha rilanciato il “modello di Beppe” nel duello con Renzi. Così, quando si è aperto il tavolo delle riforme e sul Democratellum, è stato protagonista dello Streaming II, dimostrando di essersi meritato i gradi di capitano al cospetto del presidente del Consiglio.

Lo stile made in Di Maio

L’ascesa nelle gerarchie (virtuali, perché il Movimento 5 Stelle non ne prevede) di Luigi Di Maio è stata basata su una strategia di comunicazione sapiente: da un lato è rimasto fedele pretoriano della visione grillina (che marca la distanza dai partiti tradizionali), evitando ogni polemica con il Capo; dall’altro ha saputo forgiare un profilo istituzionale supportato dal viso pulito da “bravo ragazzo” che lo allontana molto dal “bad boy”, o meglio “bad man”, Beppe Grillo.

La sua sembra essere un’eredità per diversità, in perfetta linea con il nuovo corso del Movimento 5 Stelle. Uno stile non paragonabile alla focosa Taverna o all’irruenza di Di Battista. Di Maio, insomma, sembra l’uomo, pardon il giovane, giusto per traghettare il Movimento 5 Stelle dalla linea barricadera al profilo di forza di governo.

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