La destra di Feltri e Pascale fa bene ai diritti gay

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La mossa che non ti aspetti, il colpo di fantasia che scompagina il quadro politico (almeno su una questione poco trattata negli ultimi tempi): il giornalista Vittorio Feltri e la compagna di Silvio Berlusconi, Francesca Pascale, si sono iscritti all’Arcigay, nel giorno del Pride 2014.

La notizia è stata accolta con sorpresa, visto che Feltri era stato spesso indicato come un omofobo, un “reazionario di destra” (etichetta sbagliata a prescindere dal giudizio che si ha di lui), contrario a qualsiasi concessione ai diritti gay. L’iscrizione all’associazione segna un passaggio importante, a maggior ragione perché riguarda Francesca Pascale, diventata una influente consigliere del leader di Forza Italia, che nonostante le difficoltà vanta ancora su una rilevante forza parlamentare. E quindi la mossa Feltri&Pascale rientra a pieno titolo in un nuovo corso di comunicazione inaugurato a destra.

La destra diventa liberale davvero?

In Italia non è mai esistita una destra liberale, capace di condurre battaglie sulle libertà in generale. Queste tematiche sono spesso state il vessillo dei Radicali, che tuttavia hanno esaurito la spinta propulsiva da qualche anno.

Silvio Berlusconi si è sempre fatto paladino della “svolta liberale”, ma in materia di diritti ha sempre assunto una posizione conservatrice, orientata semplicemente a garantirsi il sostegno dell’elettorato moderato. Il cambio di registro, però, potrebbe innescare un meccanismo inedito per gli scenari politici: Forza Italia potrebbe sposare la causa liberale, anche per cercare una nuova identità dopo il “tragico” risultato alle elezioni Europee. E quindi i forzisti potrebbero incunearsi in una delle debolezze del Partito democratico: la prudenza sulle battaglie per i diritti civili.

La volta buona per le unioni gay?

Al momento Feltri e Pascali hanno compiuto una scelta personale, che smuove qualcosa a destra almeno in termini di immagine: i due sono molto ascoltati da Berlusconi. Ma dietro la strategia di comunicazione potrebbe agitarsi un progetto politico più ampio: la fondazione di un partito liberale, di stampo europeo, che in quanto tale deve farsi portabandiera delle unioni gay, inchiodando il Pd alle proprie contraddizioni, acuite dalla guida di Matteo Renzi. Che sia la volta buona per i diritti gay?

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