L’Italia da rottamare per salvarsi con un nuovo ct

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Commentare l’eliminazione dell’Italia da un Mondiale è una delle operazioni più banali e quindi più difficili. Per questo il tentativo di analizzare la sconfitta a mente fredda può risultare quantomeno razionale. In maniera abbastanza sintetica, andiamo alla scoperta di cosa rottamare per salvarsi dalle macerie. E si noti che il lessico made in Renzi non è affatto casuale: la metafora renziana pervade il nostro ragionamento.

Rottamare i vecchi con cinismo

Come ha fatto Matteo Renzi non c’è bisogno di alcun sentimentalismo verso i “senatori”, sebbene dalla storia gloriosa. Insomma, cancelliamo il Senato dello spogliatoio e rimpiazziamolo con volti nuovi e sbarazzini (magari anche un po’ grillini).

Quindi, diamo una pacca sulla spalla a Buffon, che se la prende con Balotelli, e a Pirlo, rifolgorato dall’azzurro sulla via di Malpensa. Ecco per salutarli dedichiamo quattro parole: “Grazie, cari campioni del Mondo, siete stati grandi. Ci avete emozionato e anche nei momenti difficili avete tirato fuori l’orgoglio. Ma quando il Senato sarà cancellato, non cercato un modo per farvi rieleggere“. Mentre salutano la compagnia, non dimentichino di riprendersi Cassano che, con sommo dolore di chi ha sempre creduto in lui, ha fallito ancora. Definitivamente.

L’unico rappresentante del vecchio, e abolito, Senato deve essere Daniele De Rossi, che almeno in Nazionale può smettere di essere Capitan Futuro e diventerlo nel presente. Ma deve essere un capitano, non senatore.

Meglio inesperti e volenterosi

Come è logico per un governo “di cambiamento”, occorre un’iniezione di gioventù che vuol dire anche inesperienza. Il tocco di grillismo, insimma,

De Sciglio, Darmian, Verratti sono già abbastanza in confidenza con il colore azzurro, e in parte anche Florenzi. Per loro un Ministero in maglia azzurra è assicurato, salvo errori, insieme a Perin che dovrà guardarsi le spalle da Scuffet, ma soprattutto dovrà vedersela con la concorrenza dell’ormai esperto Sirigu. Va senza dire che Giuseppe Rossi deve abbattere la sfortuna e giocarsi le sue possibilità, facendo coppia con gente come Destro, Immobile, Berardi, El Shaarawy.

Tra gli esponenti semi sconosciuti bisogna appuntarsi i nomi di Rugani e Caldirola (difensore), Cataldi e Jorginho (centrocampisti), e Bernardeschi.

E il talento (di Balotelli)?

La foga rottamatrice non deve essere cieca: nella vita, se sei giovane, puoi perdere le primarie. Ma per vincere poi bisogna saper cambiare, imparare a fare gruppo. Se Balotelli dimostrerà di trarre insegnamento da questa avventura, può tornare. Ma occorre un anno sabbatico, per capire davvero cosa vuole fare da grande. E se vuole diventare un Grande.

Chi deve essere il Renzi della Nazionale?

La domanda riecheggia: chi deve essere il nuovo ct dopo dopo Prandelli? L’identikit del “rottamatore” corrisponde bene sia al ciuffo di Roberto Mancini che alla pelata di Luciano Spalletti, molto meno allo stile serafico di Massimiliano Allegri. Anche se Mancini ha sulle spalle qualche esperienza e qualche bruciatura in più (oltre al ciuffo del primo Renzi). Doti che in Nazionale sono sempre importanti.

La postilla: questo articolo non è un’apologia a Renzi. Anzi. Perché la cosa da consigliare alla rottamazione della Nazionale è quella di non accettare compromessi come ha invece fatto Renzi.

Insomma, gli azzurri devono fare una rivoluzione vera, non come fanno i politici che la annunciano a mezzo stampa.

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