Egitto: la campagna di Al Jazeera per i giornalisti arrestati

Journalism is not a crime, il giornalismo non è un crimine. Parole semplici ed efficaci. Al Jazeera, l’emittente araba conosciuta per aver raccontato la versione araba del conflitto in Afghanistan e più in generale ad Al Qaeda, ha lanciato così la campagna #freeAJstaff contro la detenzione in Egitto di tre suoi dipendenti, recentemente condannati a sette anni di carcere.

Il corrispondente di lingua inglese, Peter Greste, e i producer Mohammed Fahmy e Baher Mohamed sono stati arrestati 180 giorni fa con l’accusa di terrorismo. Il verdetto è arrivata lo scorso lunedì con la condanna a sette anni per aver diffuso notizie che “hanno messo a rischio la sicurezza dello Stato egiziano”, alimentando azioni sovversive. Secondo il tribunale egiziano, dunque, i tre avrebbero favorito le attività del gruppo terrorista dei Fratelli Musulmani.

“Si tratta di un tentativo di intimidire e ridurre al silenzio le voci critiche nei media”, hanno affermato gli avvocati di Peter Greste, denunciando un processo che ha violato le più semplici norme di diritto.

Per questo motivo Al Jazeera ha lanciato una mobilitazione online, con l’hashtag #freaAJstaff, affinché l’opinione pubblica internazionale faccia pressione sul presidente egiziano al-Sisi, che però ha spiegato di non poter far nulla alla luce dell’indipendenza della Corte.

Anche il rappresentante egiziano all’Onu, Osama Abdelkhalek Mahmoud, ha difeso il comportamento dei giudici: “Il sistema giudiziario egiziano è noto per le garanzie date all’imputato”, ha dichiarato.

Sul sito dell’emittente araba, infine, c’è anche una timeline con i casi dei giornalisti di Al Jazeera picchiati o arrestati in Egitto a partire dal giugno 2013. Una cronaca che smentisce in maniera perentoria la tesi di un Paese garantista e democratico.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI