Mose: così si difende Galan

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Una conferenza stampa in quel di Montecitorio per difendersi. L‘ex governatore del Veneto, Gianfranco Galan stato protagonista della giornata di ieri. Molte le risposte da dare nell’ambito dell’inchiesta sul Mose sullo scandalo degli appalti. Rispetto alla finanza, precisa : “Più che errori, si tratta di omissioni”. Con la stampa però va giù pesante: “Hanno scritto le peggiori infamie”.

Vediamo quali sono stati i passaggi più importanti della conferenza stampa del deputato di FI, che ha illustrato la sua memoria difensiva.

Riguardo la moglie ecco che spiega Galan : “Non faceva la cubista, non ha neppure il fisico seppure sia bellissima. Lavorava nel volontariato e quando si seppe che stava con me fu licenziata, almeno questo si dica con correttezza”.

 

La difesa riguardo la questione della casa, sulla quale gli erano state mosse gravi accuse rispetto alla ristrutturazione: 

 “Altro che restauro milionario, altro che balle. La mia casa l’ho comprata già restaurata”. “Gli infissi sono esattamente gli stessi – spiega -, il restauro riguarda il terzo piano e la suddivisione in 7 stanze della parte dell’agriturismo. Ho speso 700mila euro”.

 

I soldi che avrebbe preso: 

 

“In 160 mila pagine” di inchiesta “non c’è uno che dica che mi ha messo in mano mille euro”. “Io mi sono fatto un’idea, qualcuno quei soldi se li è presi. Avete capito come funziona? baita fa una fattura falsa a san marino, la minutillo parte e gli porta i soldi, come facevo ad accorgermi? comunque nessuno dice che mi ha dato una lira”.


Sulle  “infamie” da parte della stampa, Galan non tralascia la categoria dei giornalisti, rivolgendo loro queste parole: 

 “Nel frattempo non è che non abbiate scritto le peggiori infamie. Io so che il politico è un mostro, ma mi aspettavo più rispetto nei confronti miei e della mia famiglia”, “Sulle mie condizioni patrimoniali – ha proseguito – e sulla casa sono state dette fesserie colossali. Non esiste una parola sul fatto che io abbia avuto soldi”.

Ecco come spiega il caso della segretaria Minutillo vestita con abiti alquanto costosi :

“Volevo assumere mia cugina, ma Minutillo -spiega  Galan- era stata appena licenziata da Paolo Scarpa Bonazza Buora, molto influente all’epoca in quanto coordinatore regionale di Forza Italia, che la mise in mezzo ad una strada e lei con grande abilità si ingraziò tutti andando a lavorare al gruppo regionale. Essendo una gran lavoratrice si fece assumere. L’ho mandata via più di otto anni fa per l’antipatia che aveva con mia moglie. Sì, ma la verità è che era antipatica a tutti, nessuno la sopportava. Ed era la segretaria più lussuosamente e costosamente vestita dell’emisfero boreale… Quando ho saputo che indossava un cappotto da 16 mila euro, allora qualche dubbio mi è venuto…”.

 

Ed infine una captatio alla Giunta e alla sua buona fede:

 “E’ la giunta che dovrà decidere… io fino a prova contraria spero sempre nella buona fede delle persone e spero che si leggano bene le carte”.

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