Un po’ di storia di Italia – Uruguay

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Vinti i primi quattro mondiali di calcio (1930 e 1950 quelli della Celeste, 1934 e 1938 gli azzurri), Italia e Uruguay dimostravano d’essere partite col piede giusto vincendo una coppa Rimet a testa in casa e uno in trasferta, fra le altre cose sul campo dove il successo valeva doppio: a casa dei francesi i nostri, al Maracanà gli uruguayani, in quella finale vinta sul Brasile che mise in ginocchio il Paese ospitante. Peggio di quella volta, i brasiliani stettero male solo quando morì Ayrton Senna.
Da quel giorno in poi l’Uruguay si affacciò tre volte in semifinale: nel 1954 chiuse al quarto posto, sconfitto 3-1 dall’Austria nella finale di consolazione; nel ’70, quando in semifinale perse proprio col Brasile (di Pelè) una partita che comunque i verdeoro non considerarono rivincita, perché quella sconfitta di vent’anni prima era stata beffarda esattamente come quella coppa Italia conquistata dalla Lazio ai danni della Roma il 26 maggio 2013, dunque un fatto irripetibile. Chiuse pure quella volta al quarto posto, sconfitto 1-0 dalla Germania nella finalina. A seguire, con i panzer perse (3-2) pure la finale valida per il terzo posto in Sudafrica, quattro anni fa.
L’Italia invece ha raddoppiato le conquiste iridate, 1982 e 2006, e ai due trionfi aggiunge due finali perse col Brasile (1970 e 1994) oltre a due semifinali: chiuse al quarto posto nel 1978, sconfitto dal Brasile 2-1; e a Italia ’90, dopo la beffa-Caniggia nella semifinale d’un Mondiale che pareva acchittato per noi, finì al terzo posto grazie al successo di misura (2-1) sugli inglesi.
Strano ma vero, Italia e Uruguay non si sono mai affrontate in semifinale né in finale. In compenso due volte lo scontro diretto s’è giocato nella fase a gironi: fu 0-0 nel ’70 e 2-0 griffato Schillaci e Serena vent’anni dopo. Poi, a voler aggiunger statistiche per le sfide ufficiali, c’è Italia-Uruguay 2-3 giocato nell’Olimpiade vinta dagli Azzurri nel 1936, il 2-0 del Mundialito 1981 quando Morales e Victorino ci fecero vedere i sorci verdi e il 3-2 ai rigori della Confederation cup 2013, con doppietta-Cavani e reti di Astori e Diamanti per i prandelliani.
Martedi si ritrovano per la sfida da dentro o fuori mentre Costarica gongola per una qualificazione (finora) da prima della classe che nessuno aveva preventivato. Evitare ulteriori (Uru)guay è il minimo per chi, dopo la partita iniziale, già vagheggiava un mondiale da protagonista.

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Massimiliano Morelli

Informazioni su Massimiliano Morelli

In giro si dice che sia sempre meglio fare il giornalista che lavorare ma lui, Massimiliano Morelli, preferisce fare il padre specie quando si guarda attorno e trova esaltati della comunicazione, miracolati della professione, colleghi che scrivono qual è con l'apostrofo convinti però d'essere la reincarnazione di Montanelli. Scrive di sport, dicono in maniera romanzata. Una volta per togliersi lo sfizio ha mandato a dieci testate altrettanti c.v. col suo nome, altri dieci simulando d'esser donna procace e altri dieci camuffando il cognome, fingendosi figlio d'un padre vecchia firma del giornalismo. Gli sono arrivate venti risposte per presentarsi su trenta. Peccato non sia donna procace né figlio di grande firma.
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