Cosa prevede il Democratellum, la legge elettorale del M5S

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Molto spagnola e anche un po’ svizzera. La legge elettorale proposta dal M5S ha due chiari punti di partenza. Dopodiché sono state innestate varie correzioni per “personalizzare” il meccanismo del Democratellum come lo ha ribattezzato Beppe Grillo . L’obiettivo del Movimento 5 Stelle è quello di permettere ai cittadini di scegliere i parlamentari e cercare un modello che possa dare una rappresentanza più vasta dei territori.

Cosa prevede il testo: proporzionale e circoscrizioni provinciali.

La base è il sistema proporzionale per l’attribuzione dei seggi con metodo d’Hondt con piccole circoscrizioni, esattamente come avviene in Spagna, disegnate sulla base delle province. Il funzionamento prevede l’assegnazione di determinati seggi per ogni provincia (si va dai 42 di Roma all’1 di Aosta). Il risultato su base nazionale, dunque, non avrebbe alcuna importanza (se non mediatica).

In tale contesto non esiste una soglia di sbarramento nella legge, in quanto è intrinseca. Il  Democratellum, con tante piccole circoscrizioni, permetterebbe solo alle liste con almeno il 7-8% dei voti (sempre su scala provinciale) di poter eleggere qualche candidato. La proposta del Movimento 5 Stelle, inoltre, esclude qualsiasi premio di maggioranza, proponendo ancora l’esempio spagnolo che permette un processo maggioritario, nonostante il sistema sia a tutti gli effetti proporzionale. Resta, quindi, il principio di un possibile governo di coalizione nel caso un partito non ottenga la maggioranza.

La scheda con la preferenza negativa.

Una delle principali novità della legge elettorale del M5S è l’introduzione della preferenza negativa. Ed è in questo punto che c’è l’influsso “svizzero” sul sistema voluto del Movimento 5 Stelle. In pratica l’elettore può penalizzare i candidati della lista votata, barrando sul segno – con l’ulteriore possibilità di esprimere una preferenza anche per il candidato di un’altra lista particolarmente apprezzato (come si può vedere nella foto a inizio articolo).

Ecco la spiegazione esatta data dal testo depositato: «Se l’elettore ha votato solo la lista, la cifra elettorale di quella lista si incrementa di 5 voti e quella personale di ciascun candidato nella lista di un’unità: è il voto dell’elettore che non vuole incidere sui candidati della sua lista e li vota tutti in blocco.

Se l’elettore ha espresso alcune cancellazioni, per ogni candidato cancellato la cifra elettorale della lista diminuisce di un’unità (5 voti meno 1 o 2 a seconda delle cancellazioni fatte). Se l’elettore non esprime ulteriori preferenze, astenendosi così parzialmente, significa che vuole punire la lista che presceglie per il fatto di aver presentato cattive candidature».

L’obiettivo sostanziale di questo aspetto, quello più complesso, è di favorire la pulizia mediante una scelta più approfondita dell’elettore.

Qui il testo completo del Democratellum.

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