Roma e l’Atac, la presa in giro del maltempo

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La Summer Storm, il primo maltempo dell’estate 2014, ha preso in ostaggio la città di Roma, compresa l’immancabile Atac, la società che gestisce il trasporto pubblico (qui lo stato della situazione ora). Beninteso, non è successo niente di nuovo. Chi vive nella capitale d’Italia sa bene che basta un temporale di forte intensità per paralizzare tutto. Sotto le amministrazioni di ogni colore, Roma ha vissuto tante giornate di “tragedia” a causa della pioggia.

La scusa delle bombe d’acqua

L’ultima moda degli amministratori è quella di rifugiarsi dietro le bombe d’acqua che cadono sulla città. Sindaci a assessori trovano un comodo rifugio: attribuire responsabilità a entità esterne, precisamente alla natura matrigna che scarica temporali dal cielo (ma chi ha memoria, sa bene che l’estate è portatrice di “tempeste”). Le immagini del Grande raccordo anulare sommerso sono veramente deprimenti per tutti gli italiani, non solo per i romani.

L’allerta meteo, legata alla famigerata Summer Storm, era scattata da almeno una settimana: tutte le previsioni avevano annunciato l’arrivo di forti precipitazioni. Le autorità, sempre meno autorevoli, avrebbero dovuto fronteggiare la situazione invece di subirla con una scrollata di spalle.

Il disservizio made in Atac

Ma l’Atac è riuscita a fare ancora di peggio. Un tratto della metro A, dal capolinea di Anagnina ad Arco di Travertino, è stato chiuso per allagamenti. Volendo essere benevoli si potrebbe anche giustificare. Ma è fuori da ogni logica lo scandalo di bus sostitutivi che non sostituivano alcunché. Semplicemente perché gli autobus non passavano.

Per saperne di più, basterebbe chiedere notizie agli utenti che hanno atteso un MA (il nome dato ai mezzi sostitutivi) per almeno un’ora dalle 21 circa in poi. La scena era da “paura e delirio alle fermate” con la calca di persone in attesa (molte con delle quali con dei trolley). Oltre al disagio provocato dal disservizio della metropolitana chiusa, quindi, centinaia di persone sono state appiedate dall’Atac, che ormai non si degna neanche più a rispondere su Twitter alle domande degli utenti, giustamente frustrarti. Così c’è stata una sorta di migrazione di persone lungo la via Tuscolana.

Una turista americana ha usato una parola che riassume bene la vicenda: crazy. Una follia.

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