Il o la, Costa Rica: come gioca il prossimo avversario dell’Italia

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Fra un “finisce qui”, un “game over”, un “pazzesco” e lo stucchevole “partita in ghiaccio” da una parte e il canale della tv di Stato criptato dall’altra prosegue il Mondiale di calcio, che già regala titoli da “campioni del mondo” alla squadra dell’inviso Cesare Prandelli mentre su qualche home page va in onda la noiosa sequenza di ragazze discinte sugli spalti. Qualcuno sbaglia e nel citare la nazione brasiliana volendo evitare la “cacofonia” dice “carioca”, tralasciando il fatto che è termine sbagliato e sarebbe come dire che l’Italia è lombarda o valdostana.

Nel frattempo si sviluppano dibattiti da salotti del nobel: c’è chi si riunisce per capire se gli olandesi abusano di farmaci, chi per intuire se è finita l’era degli spagnoli, chi si arrampica sugli specchi per giustificare l’ennesimo gesto poco educativo di Balotelli a fine gara, ma cominciamo a pensare che quando avvicini l’indice al naso lo faccia per sentir profumo e non si spiega altrimenti la sua richiesta di ammutolire il pubblico in un contesto dove è la platea a gestire da sempre la “cagnara”.

Prima di partire c’era il timore, per gli Azzurri, di confrontarsi contro Inghilterra e Uruguay e i pendolini istituiti dal compianto Maurizio Mosca (vi prego, non confondete quelli col pendolo di Focault) già decretavano la vittima sacrificale del girone D, la Costa Rica. Che invece ha tramortito la Celeste, con buona pace del Lucescu sudamericano, quel Tabarez tanto signore elegante quanto obsoleto con i suoi schemi: la verticalizzazione su Cavani ormai non la propone neanche il tredicenne che si diletta col Subbuteo.

Il 3-1 porta i costaricensi in vetta davanti all’Italia dei codici etici e delle mille paure. Come quelle dettate dai cinque minuti di recupero concessi per Italia-Inghilterra. Nel frattempo un team di ricerca sta decidendo se dovremo chiamarlo “il” Costarica o “la” Costarica. Tranquilli, non andiamo di fretta, la prossima partita sarà Italia-Uruguay e quelli senz’articolo se la vedranno con chi nel frattempo ha titoli a iosa fra baronetti e sir, sue altezze e prìncipi ereditari.

Intanto il o la Costarica gioca più con un 5-3-2 molto difensivo e tutto concentrato sul talento di Joel Campbell, visto che manca per infortunio il bomber Saborio

Questa la formazione: Navas (Levante); Umana (Saprissa), Gamboa (Rosenborg), Duarte (Bruges), Gonzalez (Columbus Crew), Diaz (Magonza); Borges (Aik Stoccolma), Tejeda (Saprissa), Bolanos (Copenhagen); Ruiz (Psv Eindhoven), Campbell (Olympiacos Pireo). (Tra parentesi il  club in cui militano i titolari).

In panchina: Pemberton, Cambronero, Barrentes, Cubero Acosta, Myrie, Francis, Miller, Granados, Urena Calvo, Brenes. Allenatore: Pinto.

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Massimiliano Morelli

Informazioni su Massimiliano Morelli

In giro si dice che sia sempre meglio fare il giornalista che lavorare ma lui, Massimiliano Morelli, preferisce fare il padre specie quando si guarda attorno e trova esaltati della comunicazione, miracolati della professione, colleghi che scrivono qual è con l'apostrofo convinti però d'essere la reincarnazione di Montanelli. Scrive di sport, dicono in maniera romanzata. Una volta per togliersi lo sfizio ha mandato a dieci testate altrettanti c.v. col suo nome, altri dieci simulando d'esser donna procace e altri dieci camuffando il cognome, fingendosi figlio d'un padre vecchia firma del giornalismo. Gli sono arrivate venti risposte per presentarsi su trenta. Peccato non sia donna procace né figlio di grande firma.
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