Di quanto siamo diventati più poveri con la crisi

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Forse ora c’è il Mondiale e la cosa è finita un po’ in disparte. Ma i recenti dati di Nomisma sulla crisi economica sono abbastanza evidenti nella loro gravità: il potere d’acquisto degli italiani è calato ancora nel 2013 e di oltre un punto percentuale rispetto al 2012. Ma il raffronto diventa ancora più preoccupante (sarebbe il caso di dire impietoso) se viene ampliato il raggio di osservazione: in 6 anni il reddito reale è diminuito del 13%. In pratica più del 2% ogni anno.

La traduzione, abbastanza chiara, è che siamo diventati abbastanza più poveri con una situazione reddituale paragonabile agli anni Ottanta, sempre secondo Nomisma. Solo che in quella fase c’era un trend di sviluppo, mentre nell’anno di grazia 2014, bisogna brindare quando un indicatore economico fa vedere il segno “+” (il che spiega una certa euforia mediatica).

Queste cifre, sempre molto utili per leggere la realtà, non raccontano una storia altrettanto rilevante per la vita di un Paese: la caduta dei redditi ha interessato soprattutto alcune fasce sociali, in particolare la cosiddetta classe media ha subito un violento contraccolpo della contrazione economica. Tanto che oggi appare alquanto ardito sostener l’esistenza di una classe media. Anche con 80 euro in più a fine mese.

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