Quanto vale la vittoria al Mondiale

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Il Mondiale 2014 è in rampa di lancio e, ovviamente , non si pone come puro evento sportivo: la Coppa del Mondo di calcio è uno spettacolo globale, un baraccone dalle uova d’ora (per alcuni) e una piaga (per tanti, come dimostrano le proteste in Brasile).

Ma la vittoria al Mondiale è anche un’opportunità per il rilancio dell’economia, facendo da traino alle produzioni nazionali. I dati del successo italiano nel 2006, presentati dalla Coldiretti in una ricerca, consegnano un quadro chiaro:il Prodotto interno lordo ha avuto un incremento del 4,1% (a valori correnti), mentre il numero di disoccupati ha subito un calo pari al 10% (ovviamente non in termini assoluti).

Nel 2007, dunque, i prodotti italiani, soprattutto quelli artistici e culturali, hanno ricevuto un’imponente spinta, attribuibile in gran parte al successo Mondiale in Germania. Il marchio “Italia”, inoltre, ha incentivato il turismo con 2,36 milioni di stranieri venuti nella Penisola per visitare le italiche bellezze sull’onda dei gol di Grosso. La differenza di turisti è stata del +3,6% in confronto all’anno precedente.

Perciò un eventuale successo degli azzurri nella Coppa del Mondo 2014 potrebbe effettivamente favorire la crescita del Pil intorno all’1% stimato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Le ragioni dell’economia devono spingere ancora di più gli italiani a sperare nella vittoria dell’Italia di Prandelli al Mondiale. Chissà che da un gol di Balotelli non arriva anche un lavoro e uno stipendio in più in tasca…

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