E’ ancora Grillo contro Pizzarotti (e tutti gli altri)

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E’ arrivata dopo settimane di ‘scaramucce’ la nuova bordata di Beppe Grillo al Sindaco di Parma.

Tutte le promesse mancate di Pizzarotti“, questo il titolo del post che appare oggi nel blog del comico genovese e che per bocca del fedelissimo Max Bugani (consigliere pentastellato eletto nel Comune di Bologna) pone nuovamente al centro ‘L’agibilità politica’ di Federico Pizzarotti. 
Sulla stessa linea si ponevano gli avvertimenti di Gianroberto Casaleggio sul rispetto degli impegni presi in campagna elettorale e sull’opportunità di un recall per verificarne la fiducia da parte della base.

Ma non è tutto. Altri “sputi virtuali” sono arrivati, in maniera implicita, l’indomani delle elezioni europee. “A parte un’eccezione (Federico Pizzarotti ndr.), in tutte le città con un sindaco 5 Stelle la percentuale di voti per il M5S si è attestata ad almeno 4 punti)” scriveva lo staff sul blog.

Anche qui la logica dell’attacco è poco chiara. Si è votato per le amministrative o per le europee? Cosa c’entra il sindaco di Parma con le proposte per l’Europa che i cittadini dovevano giudicare credibili o meno tramite la loro preferenza su una scheda elettorale?

Più verosimilmente la logica, ormai palese, è quella orientata alla delegittimazione del ‘nemico interno’ per poter rendere meno dolorosa ‘l’evacuzione’.

Un attacco molto simile ai casi già visti di Federica Salsi, macchiatasi di una partecipazione a Ballarò, di Adele Gambaro, rea di aver criticato i toni del ‘megafono‘, di Luis Alberto OrellanaFrancesco CampanellaFabrizio Bocchino e Lorenzo Battista finiti nel tritacarne della rete per le critiche ai metodi del loro capo piuttosto che per il loro operato.

Il caso Pizzarotti, con le dovute contestualizzazioni, ha seguito una logica analoga e prende il via con i dubbi espressi dal Sindaco sulle candidature degli sconosciuti alle europee. Ricordiamo che in quella occasione furono 5.091 i candidati su 35.188 votanti, e che tra questi molti non avevano mai partecipato alle attività dei meetup territoriali.

La risposta di Grillo non si è fatta attendere: Capitan Pizza “non è d’accordo con quelle stesse regole che l’hanno portato a essere sindaco di Parma”. Sarà un caso ma gli attacchi verso il primo cittadino di Parma si sono fatti sempre più pressanti da allora. Dettaglio questo che rende le critiche sull’inceneritore poco credibili e pretestuose.

Chi deve decidere sulla validità o meno dell’azione amministrativa di un Sindaco? Grillo e Casaleggio? La ‘rete’ (ossia gli iscritti al blog)? Gli iscritti della città di Parma (poche decine)?

Il calo di consensi nelle ultime consultazioni avrebbe dovuto far comprendere ai gestori del marchio che questo tipo di ‘minacce virtuali’ sono sempre meno profittevoli in termini elettorali. Ma forse è più comodo credere e far credere che sia colpa dei brogli e dei giornalisti pagati dalla kasta.

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