Il Movimento 5 Stelle, i sondaggi e le Europee

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Una delle immagini pubblicate da Beppe Grillo sul suo blog.

La cosa non piacerà ai detrattori del Movimento 5 Stelle, ma l’onda grillina è pronta a straripare anche in Europa. Come già detto, è stato il primo partito nelle ultime Politiche: e di sicuro sarà l’argomento principale del voto del 25 maggio. Beppe Grillo, del resto, ha centrato un primo, fondamentale, risultato nella sua strategia: “nazionalizzare” le elezioni, cercando di assestare un duro colpo alla leadership di Matteo Renzi. Il discorso europeo viene tenuto ai margini, o peggio usato con toni negativi in cui l’Ue è descritta come la madre di tutti gli italici mali. L’obiettivo è l’indebolimento e la caduta del governo.

Al M5S basterà ripetere la performance dello scorso anno per poter ritenere compiuta la missione dell’hashtag #vinciamonoi che spopola tra gli attivisti a 5 Stelle sui social. E, visto il fisiologico aumento dell’astensione (si tratta di Europee, in fondo, non di Politiche), è facile immaginare il conseguimento del 25% dei consensi, benché in termini assoluti i voti possano diminuire. Si tratta di un aspetto secondario, visto che il “grosso” del dibattito avviene sulle percentuali.

C’è un elemento consolidato nei sondaggi, anche in quelli pubblicati sotto forma di corse di cavalli (per aggirare il divieto imposto dalla legge): il Movimento 5 Stelle viene indicato sempre come secondo partito, intorno al 25%, con un distacco superiore al 5% rispetto al Partito democratico. Solo qualche istituto, come Tecnè, propone un divario meno ampio.

Eppure la sensazione è che anche questa volta i sondaggisti possano finire sulla graticola: il Movimento 5 Stelle appare sottostimato rispetto alla sua forza, anche perché è il soggetto politico che riesce ad attingere più facilmente dal bacino degli indecisi e dei potenziali astensionisti. Inoltre, tradizionalmente il Pd è sovrastimato nei rilevamenti e tale aspetto potrebbe essere rafforzato dall’iniziale effetto-Renzi, a rischio sgonfiamento in una campagna elettorale ad alta tensione in cui è deflagrato anche lo scandalo Expo.

La formulazione di pronostici elettorali è un compito davvero molto complicato e lo è ulteriormente visto che si tratta di un voto per le Europee riadattato in ottica nazionale.

Ma, provando nella complessa operazione di interpretazione degli umori popolari e aggiungendo le valutazioni sul meccanismo dei sondaggi, non ci sarebbe da meravigliarsi se il M5S risultasse ancora il primo partito italiano o arrivasse a “un’incollatura” (copyright politico di Walter Veltroni) dai democratici.

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