Il Movimento 5 Stelle che vince le Europee

Pubblicato il da

Tempo di elezioni, tempo di campagna elettorale, tempo di tante parole al vento. Le Europee non ci fanno avvertire la mancanza dello scontro perenne nel ring politico italiano. Così, giusto per essere demodè, è bene ricordare che si vota per il rinnovo dell’Europarlamento; un’istituzione ancora misteriosa per gli elettori, ma che ha un impatto sempre più rilevante sulle nostre vite.

Ogni partito sta cercando di aggiustare la comunicazione su misura, affinché possa trarre il massimo vantaggio mediatico dall’esito elettorale. Silvio Berlusconi, per esempio, ha abbassato l’asticella dell’attesa: con il 20% accenderà “un cero”, ha detto il leader di Forza Italia. Ma, a onor del vero, quella percentuale sarebbe un barbecue su cui finisce in cenere il centrodestra berlusconiano.

Il Pd di Renzi vive nell’ambivalenza di non voler generare troppe attese, né tantomeno di sgonfiare l’entusiasmo propagato dal segretario-presidente del Consiglio che in cuor suo punta a emulare Walter Veltroni, superando il 33% (e qui un inciso occorre per annotare come sia strana la vita, visto che l’ex sindaco di Roma con quella percentuale fu accusato della peggiore sconfitta. Mentre oggi è preso a modello come miglior risultato di sempre, traendo massimo beneficio dal “voto unico”).

Infine c’è il Movimento 5 Stelle che si muove con l’abilità di una ballerina sul palcoscenico mediatico. Beppe Grillo va minacciando che se dovesse risultare il primo partito, anzi la prima forza politica (non sia mai chiamarlo partito), bisognerebbe rivoluzionare tutto, cambiando il governo, presidente della Repubblica e, perché no, l’intero ordine democratico. Ma un fatto bisogna ricordare: il M5S è stato già il primo partito alle elezioni Politiche; solo che non accettando alleanze è stato superato dalle coalizioni avversarie.

Il Movimento 5 Stelle vittorioso alle Europee è uno scenario già in parte descritto dai sondaggi (in cui tradizionalmente il Pd è sovrastimato, mentre il M5S è sottostimato al pari di Forza Italia). Ma l’eventuale affermazione come “primo partito” vorrebbe dire che Beppe Grillo si confermerebbe in testa, non che diventerebbe la prima forza politica. Ecco il dato è oggettivamente diverso: non una novità ma una conferma (e, beninteso, sarebbe un merito ulteriore per i grillini). Quindi, se – mettiamo caso – arrivasse secondo, si dovrebbe parlare di arretramento.

Infine, giusto per annoiarci un po’, sarebbe almeno giusto ricorda che le Europee sono elezioni profondamente diverse dalle Politiche, in cui entrano in gioco molteplici fattori come la personalizzazione o il “voto per negazione” (ossia la scelta di un partito per non far vincere l’altro) o anche il “voto utile”. Quindi “nazionalizzare” questa tornata elettorale, portandola agli estremi, è un fatto da evitare a prescindere.

ipse dixit

Alfano parla di carcere per chi sceglie l’utero in affitto. Ma il ministro lo sa che in Italia questa pratica è già vietata dalla legge 40? continua

Monica Cirinnà, relatrice del ddl sulle unioni civili
21 aprile 2015 | Giovedì 23 aprile – ore 18,00 Libreria Ibs Via Nazionale, 254 – Roma Presentazione del libro “Il Creasogni” di Simone...