Le nomine dei Cda delle grandi Società di Stato

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Dopo ben quattro ore di colloquio tra il premier e il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan c’è stata la pubblicazione da parte di Palazzo Chigi del comunicato con le nomine dei nuovi consigli d’amministrazione delle grandi società partecipate dello Stato.

Erano circa le 21 di lunedì sera, con la Borsa chiusa e gli occhi ben aperti da parte di tutti. Tutti quelli che aspettavano il “cambio di verso” , la rivoluzione delle cariche. I nomi dei grandi manager che avrebbero dovuto lasciare le loro posizioni, un cambio totale, completo. Le grandi aziende statali : Eni, Finmeccanica, Poste italiane, Terna, ed ancora Enel e Ferrovie dello Stato che dovevano essere rinnovate “all’insegna della discontinuità”. Andiamo a vedere allora quali presidenti e amministratori delegati si sono scelti ieri, e quali ancora mancano all’appello.

Mauro Moretti attuale Ad delle Ferrovie – colui che se gli avessero abbassato lo stipendio sarebbe andato all’estero –  è stato promosso come nuovo Ad di Finmeccanica, al posto di Alessandro Pansa. Il presidente Gianni De Gennaro invece è stato riconfermato.

Enel S.p.a. verrà guidata dalla presidenza di Patrizia Grieco, che attualmente era leader di Olivetti; per quanto riguarda il nuovo amministratore delegato  si è scelto Francesco Starace, attuale Ad di Enel GreenPower.

Le Poste italiane S.p.a. – di cui lo Stato ha il 100% del capitale, vedrà come nuova presidente Luisa Todini, che al momento è anche presidente della Todini Costruzioni Generali Spa, ed ex deputata di Forza Italia. Alla guida come Ad delle Poste, invece, ci sarà Francesco Caio, ex mister Agenda Digitale.

Per Eni si è deciso di mettere alla presidenza, Emma Marcegaglia (ex numero uno di Confindustria e Mantova Capitale). Alla guida come amministratore delegato andrà Claudio De Scalzi (oggi Dg  delle esplorazioni Eni). De Scalzi è un fedelissimo di Paolo Scaroni, il suo predecessore, condannato a tre anni in primo grado, per reati ambientali.

Nelle prossime ore saranno svelati anche i nomi che andranno ai vertici di Ferrovie, come assicurato dal sottosegretario alla presidenza, Graziano Del Rio. Per Terna invece “le cui nomine spettano al Cda di Cassa depositi e prestiti, le proposte dei vertici di Cdp saranno coerenti con i criteri seguiti dal Governo nelle nomine di propria competenza” come scritto sul comunicato di Palazzo Chigi. Vieni quasi da scongiurarlo invece, se si volesse fare dell’ironia. Vediamo  tutte donne come nuove presidenti di queste grandi società, esclusa Finmeccanica, e Renzi rivendica subito orgoglioso questa forte presenza di genere femminile.

Peccato non siano proprio volti nuovi, come non lo sono quelli maschili. Peccato anche che nessuna delle donne sia a capo del timone delle aziende, neanche una sola scelta come amministratore delegato. Perché? Forse perché la “questione maschile” in questo Paese è un grave problema non risolvibile certamente con delle presidenze. Forse perché bisogna cambiare realmente metodo nella scelta del vertici aziendali pubblici, una trasparenza reale, di merito, nel merito affrontata.

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