L’Altra Europa di rosso vestita

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Il colore non poteva essere diverso: il rosso. Quello stesso rosso evoca la sinistra storica, dalla radici profonde, anche perché “il Sol dell’Avvenire è rosso di colore”. Insomma la scelta è stata abbastanza facile per una forza politica che punta alla resurrezione della sinistra legata alla tradizione. Quella che parla di Stato sociale e non di tagli alla spesa, per intenderci.

La strategia di comunicazione della lista “L’Altra Europa con Tsipras“,  ha avuto il principio ineludibile del colore rosso. Eppure un altro aspetto ha capovolto le ataviche convinzioni del post comunismo in salsa italica. Il dato è evidente quasi quanto il rosso di cui sopra: la personalizzazione totale. La lista presenta al suo interno il nome del leader: Alexis Tsipras, capo di Syriza la coalizione progressista greca (una sorta di “Sinistra Arcobaleno”, che a differenza della fallimentare esperienza italiana contende ai conservatori il ruolo di prima forza politica nel Paese).

Un’altra stonatura risalta agli occhi degli osservatori: l’elettore italiano dovrebbe votare per un leader di un altro Paese. Tuttavia, questo fatto, seppur paradossale, può essere capovolto a favore: si tratta infatti un voto per le elezioni Europee, quindi per cambiare le cose all’interno dell’Unione europea. Che c’è di male nella scelta di un leader europeo?

Così diventa accettabile l’idea di votare per Tsipras, paladino di una diversa visione dell’Ue. E poi: chi meglio di un greco (Paese vessato dalle richieste della famigerata troika) può ambire all’attuazione di politiche meno dedite strangolatrici? Lo “svantaggio” di non aver un leader nazionale, in sintesi, può essere trasformato in una opportunità. Anche perché il capo di Syriza non è invischiato nelle beghe di politica italiana. Mica poco.

Il nome della lista, infine, tratteggia chiaramente il progetto di comunicazione. Il messaggio principale è quella della costruzione di “Un’Altra Europa”, senza alcun accenno a posizioni antieuropeiste, che appartengono alla sfera delle estreme destre d’Europa. Tsipras, con la variegata galassia di sinistra che lo sostiene, vuole ribadire con forza un concetto: l’obiettivo non è la “fine dell’Europa” con la conseguente rinascita dei nazionalismi, bensì è quello di un Vecchio Continente più attento alla solidarietà e meno concentrato sullo zero-virgola-qualcosa sul bilancio pubblico.

Nel contesto italiano, dunque, la lista “L’Altra Europa con Tsipras” entra in concorrenza con il Partito democratico (come testimonia il video visibile alla fine dell’articolo), ma soprattutto cerca di attirare i voti “anti-sistema” che sinora hanno alimentato i successi del Movimento 5 Stelle.

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