il premier, Enrico Letta

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Ecco cosa è successo:

Centocinquanta euro in meno lordi al mese in busta paga, fino alla totale restituzione del debito: eccola la stangata che sta per abbattersi su 80 mila insegnanti italiani, che per effetto del Dpr 122/2013, emanato a settembre ed entrato in vigore il 9 novembre, dovranno restituire al ministero dell’Economia i soldi in più percepiti nel 2013. Il motivo? Il blocco degli scatti stipendiali, legati all’anzianità di servizio, è stato esteso anche all’anno scorso, dopo aver congelato già le buste paga dei docenti nei tre anni precedenti (2010, 2011 e 2012).
La nota del Tesoro che formalizza la richiesta di restituzione è del 27 dicembre, ma la polemica è scoppiata solo ieri, quando il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza ha annunciato via Twitter di aver chiesto al ministro Saccomanni di sospendere la procedura di recupero degli scatti stipendiali del 2013, schierandosi di fatto al fianco degli insegnanti. Ma il ministero dell’Economia non ci sta a fare da capro espiatorio e replica: «È una decisione che non dipende dal Tesoro, è un atto dovuto. Se il ministero dell’Istruzione riesce a trovare dei risparmi nell’ambito del suo dicastero per derogare al blocco degli scatti, il governo a quel punto potrà intervenire». (continua a leggere l’articolo del Corriere)

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