Beppe Grillo condannato per diffamazione

Beppe Grillo

Beppe Grillo è stato condannato per diffamazione del tesoriere del PD, Antonio Misiani. Il leader del M5S sarà costretto a pagare la pena prevista dalla condanna in primo grado emessa dal Tribunale di Genova, calcolata in 1.000 euro di multa pià il risarcimento dei danni cagionati alle parti civili costituite in giudizio (lo stesso Misiani e il partito) per altri complessivi 30 mila euro.

All’origine della condanna c’è un post, ancora oggi pubblicato su beppagrillo.it e datato 4 maggio 2012, dal titolo ‘I tesorieri’. Nell’articolo Grillo aveva messo la foto di Misiani, in stile “foto segnaletica”, insieme a quella di altri tesorieri, Lusi e Belsito, che a differenza del tesoriere Pd erano stati indagati per sottrazione di denaro pubblico ed erano stati raggiunti da misure di custodia cautelare.

Il Pd, in una nota, fa sapere che “Il giudice ha riconosciuto a titolo provvisorio un risarcimento in favore di Misiani di euro 25.000,00 e un risarcimento in favore del Partito Democratico di euro 5.000,00, oltre le spese di costituzione in giudizio e difesa”.
Non è la prima volta che Grillo viene condannato per diffamazione. Era successo già il 17 settembre scorso, quando la Corte di Cassazione diede ragione all’ex sindaco di Asti Giorgio Galvagno, ex parlamentare di Forza Italia, che nel corso di uno spettacolo del 2003 al teatro Alfieri di Asti, fu definito da Grillo un «tangentista».
Dopo quella “sparata”, Galvagno fu coinvolto in un procedimento penale in cui altri coimputati avevano effettivamente preso tangenti, ma non fu mai imputato per tangenti e alla fine la sua posizione fu prosciolta. In quel caso Grillo fu costretto ad un risarcimento di 25 mila euro, più gli interessi e le spese legali.