Resurrezione dell’Inquisitore Grillo

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Dall’organo di stampa e propaganda ufficiale del Movimento 5 Stelle, cioè il blog di Beppe Grillo, è partita la campagna contro i giornalisti. Chi? Tutti quelli che non piacciono al M5S. Non si tratta del metodo Boffo brevettato da Il Giornale: distruggere l’immagine pubblica di un avversario politico. L’intenzione del Giornalista del Giorno è un’altra: non una guerra contro questa o quella testata o editore. Piuttosto si vuole educare, il riferimento è biblico più che politico. Il peccato originale della stampa è ricevere il finanziamento pubblico, per questo deve aver paura e dovrebbe scomparire. C’è anche un’altra ragione. Se coglier la mela del finanziamento pubblico è la macchia che tutta (quasi tutta) l’informazione italiana deve scontare, il peccato che si deve confessare è un altro: metter in croce il Movimento, spesso nella stessa figura di Beppe Grillo; cosa sbagliata di cui bisogna pentirsi. Cioè vietato criticare. C’era stato un tentativo analogo con Il Microfono di Legno, ma sondaggi e classifiche non hanno lo stesso piglio delle segnalazioni: così spera di riuscirci con il Giornalista del Giorno.

Che l’informazione italiana abbia dei problemi e sia in crisi (non solo economica) è un fatto, la gogna non risolve nulla. Se non ad esacerbare gli animi e spostare l’attenzione su altro. Esser contro gli errori è giusto, è giusto applaudire e mostrar la lingua: ma se si attaccano le persone sarà sempre più complicato fare le opportune distinzioni: capire quando lo stesso giornalista sbaglia (in buona fede) o critica giustamente. Alessandro Milan nella sua trasmissione su Radio 24 ha una rubrica: #lacartacosta, contro la casta delle banalità giornalistiche. Questo sembra un mezzo più efficace.

Mi si vede di più se vado o non vado

Il punto poi è anche un altro. Se si vuole zittire o rieducare la stampa italiana non gli si deve offrire una medaglia da appuntarsi sul petto con su scritto censurato da Mv5S. Grillo non è l’unico ad avere un ego ipertrofico. Immagino che se il processo nella pubblica piazza mediatica dovesse continuare, ci saranno giornalisti che si sforzeranno per esser nominati sul Blog (rigorosamente maiuscolo). Così da avere un po’ di visibilità. Cercando i pretesti più assurdi contro il Movimento. Verranno segnalati giornalisti che professano (insolentemente) di pensarla in maniera diversa sull’esistenza delle sirene, e che magari rivendicano di votare altri partiti (incoscienti e antichi).

Certo è che dopo che ci saranno un bel po’ di nominativi, tutti schedati per bene, la missione educatrice del Movimento non si fermerà qui. Si costituiranno dei campi estivi per il recupero di una corretta informazione: luoghi in cui si possa spiegare pacificamente che il Movimento ha ragione, basta avere pazienza e lo dimostrerà. Che esser diffidenti, dubbiosi, è solo indice di una immaturità legata a vecchie ideologie: e se ci si ostina a non credere alla buona novella, la professione ne potrebbe risentire. Ci sarà anche un corso di aggiornamento: alla mattina blogger amatoriali spiegheranno come realizzare meme virali contro il Capo dello Stato; primo pomeriggio seminario sull’iperbole; per concludere con un approfondimento su come scrivere commenti ai post del Blog. Tipo il seguente:

Leggere al bar la stampa t fai ben chiara la situazione di come sono i giornalisti, fanno falsi propositi per riempire i titoloni di questi partiti formati da condannati ladri e altro. Sono contento di nn spenderne nemmeno un euro a un informazioni falsa idiologica. Grazie Beppe tu sei il nostro Oltre con quello che hai creato e grazie a tutti del movimento 5 stelle.

In un Paese civile nessuno dovrebbe avere paura dell’informazione, e tanto meno costruirsi un esercito per difendersi da essa. Ma forse siamo nel medioevo e lì l’Inquisizione è di casa.

 

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Fabio Ferri

Informazioni su Fabio Ferri

A 11 anni viene pubblicato il suo primo articolo su di un giornale locale. Pensava d’aver sfondato e si riposa per una decina d’anni buoni. Poi gli dicono che scrivere è sempre meglio che lavorare (purtroppo ci crede) e quindi incomincia a frequentare i bagni di radio, quotidiani e agenzie stampa (scrivendo oscenità e i suoi contatti sulla porta del cesso). Folgorato dal Gonzo (journalism) e Data (sempre journalism), cerca senza successo di fonderli insieme in un abbraccio di parole e numeri. Su SP scrive a sua insaputa di comunicazione politica e social media (#socialpolitic). Twitter: @fabeor
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