Letta-Renzi, tandem da ko per i post comunisti

Enrico Letta (foto di Andreas Caranti)

Enrico Letta incassa la fiducia per governare almeno altri due anni, Matteo Renzi riceve la benedizione del presidente del Consiglio per diventare segretario del Partito democratico. La settimana scorsa è stata – se non storica – veramente molto importante. Le attenzioni si sono concentrate sulla “fine di Berlusconi“, il titolo di un film che va avanti da decenni, ma che spesso viene sottoposto a revisione.

Ma il lungo week-end di crisi ha provocato una svolta nel centrosinistra con la marginalizzazione dei post comunisti, che pure avevano lanciato un’Opa sul Pd nel momento della nascita: prima c’era stato il lavoro di Fassino per arrivare al nuovo soggetto politico, poi la leadership di Veltroni e Bersani. Per questo I centristi più scettici vedevano nell’operazione-dem una “sinistra strategia” per far morire socialdemocratici i popolari. La storia ha prodotto un altro verdetto: gli eredi dei Ds hanno collezionato una sequenza di sconfitte tale da costringerli a cedere il passo di fronte alla silente avanzata dei democristiani del Terzo Millennio capeggiati da Enrico Letta. E sono i comunisti di una volta a dover morire democristiani.

Nel gioco al riposizionamento, con le vecchie ideologie mescolate ai personalismi, Matteo Renzi è diventato l’uomo di punta dei filo-governativi d’aria cattolica; ma il rottamatore resta l’acerrimo nemico di popolari stile Fioroni disposti a ingrossare le fila dei socialdem sposando le tesi di Gianni Cuperlo.

La giornata di ieri ha sancito l’offensiva mediatica della coppia Letta-Renzi: il presidente del Consiglio, in un’intervista a Sky, ha parlato delle tensioni passate e degli obiettivi futuri, disegnando il proprio orizzonte di governo. Il sindaco di Firenze ha tenuto banco con un’intervista a ‘La Stampa‘, che ha di fatto dettato le linee guida della sua segreteria.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI