Dallo shopping compulsivo all’onomania

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Secondo quanto emerge dai risultati del sondaggio dedicato al “lato oscuro della spesa” e realizzato da PromoQui.it, il primo e più importante motore di ricerca delle promozioni e dei volantini, leader in Italia sia sul web che su mobile, quasi il 42% delle donne trova lo shopping divertente.

Secondo però alcuni fatti che si sono verificati negli ultimi mesi, le donne sono maggiormente attirate, più che dall’acquisto, dai furti. Ciò che non possono o non vogliono comprare quindi, lo rubano.

Definito in ambito psichiatrico come “compulsione patologica all’acquisto” o anche “oniomania” (mania degli acquisti), lo shopping compulsivo è un disturbo del controllo degli impulsi, caratterizzato dalla spinta irrefrenabile ad entrare in un qualsiasi negozio per acquistare oggetti perlopiù inutili, molto costosi e di cui non si ha la reale necessità.

Ad esempio il 31 agosto 2013, a Livorno, una donna girava per gli scaffali di un negozio, insieme a un’amica, ma qualcosa nel suo atteggiamento non aveva convinto le commesse.

Le due finte clienti infatti, hanno preso e infilato dei vestiti in una borsa, ma non sono passate inosservate; quando sono uscite dal negozio credendo di farla franca, sono state non solo notate, ma braccate.

Il 14 settembre 2013 inoltre, due cagliaritane, sono state sorprese da una commessa mentre rubavano capi di abbigliamento in un negozio del centro commerciale di Oristano.

Quest’incremento di furti non avviene solo in Italia ma anche all’estero. A Londra Jayne Rand, 48 anni, una regina dei furti, amante delle borse griffate, ne ha rubate oltre 900 in tre anni di attività criminale nei negozi di lusso in Galles. A processo per taccheggio aggravato da tutti quei casi, la donna si è dichiarata colpevole e ora aspetta una sentenza che di certo la condannerà a diversi anni di prigione.

In tre anni la madre con due figli e un marito, ha raccolto un patrimonio in borse di Prada, Mulberry, Gucci, Louis Vuitton per un valore di 500 mila sterline, anche se lei ne ha rivendute più di 800 alle amiche con un prezzo di favore, ricavando circa 80 mila sterline.

Sono molteplici i furti che si sono verificati per conto di donne, che evidentemente da una semplice passione per lo shopping, hanno iniziato ad avere un disturbo, un oniomania.

A Treviso nel 2012, tradita dallo shopping compulsivo, una donna ha rischiato la denuncia alla polizia, ma la signora ha dimostrato di essere “vittima” di una vera e propria malattia con tanto di certificazione psichiatrica.

Secondo alcuni psichiatri, lo shopping compulsivo sarebbe il risultato di un cattivo funzionamento dell’attività della serotonina, una sostanza prodotta nel cervello. L’alterazione chimica di tale sostanza provocherebbe dei disturbi tra cui anche il mancato controllo dell’impulsività: da qui la spinta a soddisfare immediatamente un bisogno irresistibile.

Il 90 per cento delle persone schiave della mania degli acquisti, come avremmo già notato, sono dunque donne. 

In conclusione possiamo affermare che secondo alcuni studi, lo shopping compulsivo è spesso il sintomo di un disagio più profondo, che la donna vive da tempo.

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