Ponte Milvio, c’era una volta il Baiocco. E c’è ancora

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Il logo del premio Baiocco

Riecco il “Baiocco”, premio che nell’area a nord della capitale viene assegnato ogni anno a chi “fa” qualcosa di speciale nel territorio.

Rinato nel 1996 su iniziativa delle istituzioni locali, che mutuarono l’idea da una goliardata dell’Ottocento, oggi il premio nasce sotto l’egida del XV Municipio e come ogni anno il momento clou diventa quello della premiazione vera e propria, che avviene alle pendici di Ponte Milvio. Che una volta, quando nacque l’idea, si chiamava Ponte Mollo.

E lì, nel 1841, una confraternita di bontemponi composta quasi esclusivamente da artisti stranieri, festeggiò nell’antica osteria del Grappolo d’’Oro l’addio alla città eterna dello scultore Bertel Thorwaldsen, che per l’occasione fu insignito della simbolica onorificenza del Baiocco, per il valore delle sue opere ed i meriti artistici conseguiti. Da allora la compagnia di artisti,  assidui frequentatori di taverne come Gogol, Nibby, Andersen e Reinhart cominciò a festeggiare con brindisi e sfilate carnevalesche le partenze e gli arrivi dei colleghi che, ricevendo la decorazione entravano a far parte della Società di Ponte Mollo.

Sono otto le onorificenze: discipline tecniche e scientifiche, arti figurative, arti recitative e musicali, discipline letterarie, discipline sportive, attività commerciali, artigianali e professionali, impegno sociale ed ambientale oltre a un Baiocco speciale per un artista straniero; chiunque può mandare segnalazioni, una giuria provvederà a selezionare le candidature e ad assegnare i baiocchi sulla base del curriculum e del prestigio dei candidati.

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