Civati contro Renzi, rinnovamento completo

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La politica vive nella sospensione temporale dell’illusionista Silvio Berlusconi. Per oggi il governo è fermo, l’informazione è immobile, il Parlamento è bloccato. Tutti ad attendere il videomessaggio del Cavaliere. Ma in questo stato di sogno apparente, ripiegato su se stesso, qualcosa si muove nella politica italiana. E, sembrerà strano dirlo, quel qualcosa si muove proprio nel Partito democratico.

Il dibattito sul congresso, nonostante la data resti ignota, ha scosso un centrosinistra che appariva intorpidito dall’era delle larghe intese e dai colpi subiti dalle elezioni in poi. Il Pd, insomma, sembra dare qualche segnale di vita dopo lo shock elettorale e le dimissioni di Bersani.

La candidatura (ancora ufficiosa ma certa) di Matteo Renzi ha aggiunto sapori forti al piatto e il suo antico piano di rottamazione può andare in porto… quasi senza rendersene conto. Perché il suo antagonista è quel Pippo Civati, con cui iniziò il percorso verso il rinnovamento – verrebbe da dire lo stravolgimento – dei democratici.

I due ex sodali sono quindi rivali e concorrono alla segreteria con Gianni Cuperlo e Gianni Pittella, il primo più legato all’attuale segreteria, il secondo un outsider in piena regola. Il cammino verso il cambiamento del Pd passa inevitabilmente per il congresso: il vincitore imprimerà il proprio marchio al partito. Ma già nelle settimane che anticipano l’assise si vedono dei movimenti inediti: Civati e Renzi, i due volti nuovi per eccellenza del centrosinistra, sono i principali duellanti dal punto di vista mediatico.

Se fossero ancora uniti, la partita sarebbe già chiusa per la vecchia classe dirigente. Ma, seppure da posizioni diverse (uno sogna un partito “cool”, l’altro parla di partito “chiaro”), i due rottamatori d’antan possono prendersi il Pd. Un Pd completamente votato al rinnovamento nei vertici: proprio quel che sognavano Civati e Renzi quando formavano la coppia della speranza per le nuove generazioni.

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