L’eterna rivoluzione di Berlusconi

Il videomessaggio shock, una sorta di brutale esecuzione verso il governo e la chiamata alle urne dell’esercito di Silvio. Berlusconi ha ormai già pronta la tabella di marcia per proseguire la sua “eterna rivoluzione” in politica, un movimento costante che mira solo e soltanto a generare subbuglio senza voler approdare a un esito sensato. Il Fondatore e pronto a diventare il Ri-Fondatore di Forza Italia, in un tempo immobile, in un’Italia uguale a se stessa, come se 19 anni fossero trascorsi invano. Lui aveva fiutato i guai giudiziari in arrivo e pensò di salvare se stesso con gli abiti del Salvatore della Patria. Un rivoluzionario liberale, che promette rivoluzioni da due decenni.

Come nel ’94 il campo avverso al Cavaliere  è uno spazio di accampamenti di idee sparpagliate, prive di un legame. Una gioiosa macchina da sconfitta. Che nel tempo ha cambiato etichette, segretari, alleanze, senza mai addivenire a una visione di insieme del Paese e dei problemi che nel tempo sono diventati ipertrofici.

Dunque le settimane che attendono gli italiani non saranno piene di discussione sui problemi come la disoccupazione o la ripresa economica che si vede solo su quei mezzi di comunicazione che reiterano i messaggi rassicuranti di leader e ministri, mentre il periodo di vacanze si è trasformato in una tortura per migliaia di persone; sempre più alle prese con bilanci familiari in caduta rovinosa come quello dello Stato. Ma è ancor più terrificante la constatazione che il bilancio della politica viri verso il peggio, perché il ritorno al voto è per certi versi auspicabile ma con una legge elettorale degna e una crisi di governo ordinata e senza “guerre nucleari” a mezzo verbale.

Ciò che ci attende è insomma uno spettacolo vuoto, l’ennesimo, tra comici veri, comici imprenditori e politici mancati che si agitano nello spazio mediatico quotidiano . Con un pubblico talmente disilluso che avverte conati di vomito alla parola “cambiamento”…

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI