Il silenzio interrotto di Renzi

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Matteo Renzi è tornato a parlare. Non poteva essere altrimenti dopo il sisma che ha scosso le fondamenta della politica italiana: la condanna di Silvio Berlusconi. Il sindaco di Firenze ha indossato l’armatura del Rottamatore Maturato, non più dedito all’operazione di sfasciacarrozze del Pd ma attento a proporsi come una figura di Rinnovatore dell’intero sistema. L’esilio comunicativo che si era imposto appariva antistorico per il suo stile e più in generale per il funzionamento della comunicazione della contemporaneità. L’assenza di messaggi, infatti, tende a marginalizzare gli attori dalla scena politica.

A tutto campo. Renzi ha commentato ogni aspetto delle ultime settimane, a partire da quello a lui più vicino: il congresso del Pd. Il valzer sulle regole è apparso troppo demodé per una leader che ambisce alla rivoluzione del centrosinistra. E la sua visione si fonda sulla partecipazione del maggior numero di possibile alle primarie. La proposta di Epifani, che voleva circoscrivere il congresso ai soli iscritti, è stata bombardata dagli ultimi eventi: un Partito democratico rinchiuso nel suo angolo sarebbe un regalo, l’ennesimo, al Cavaliere furioso degli ultimi giorni. Così Renzi ha chiesto maggiore coraggio nello «sperimentare». Un verbo che a Largo del Nazareno è stato cassato dal vocabolario dopo l’accordo con il Pdl. Il Rottamatore latest version ha risollevato il tema della speranza di una generazione che deve diventare padrone del proprio destino. Un modo “sicuro” per interrompere l’atipico digiuno mediatico del sindaco di Firenze.

Il trampolino. La sentenza del processo Mediaset può trasformarsi nella rampa di lancio per Renzi. L’atrofia del dibattito nel Pd, favorita dal governo delle larghe intese, è stata scossa dalla condanna inflitta a Berlusconi. La domanda di cambiamento sembrava sopita dalla segreteria di Epifani, ma ora è tornata con vigore: il popolo antiberlusconiano teme le elezioni con lui, il Cavaliere Pregiudicato (e arrabbiato), come favorito alle urne. Il Rottamatore, a lungo accusato di essere affine all’ex presidente del Consiglio, cerca perciò di sfruttare il volano dell’antiberlusconismo per prendersi l’agognata leadership del centrosinistra.

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