Un governo mai nato

Un continuo declino verso la fine. Di un progetto che nei fatti non ha mai avuto inizio. Il “governissimo”, che di superlativo ha solo la definizione appiccicata dalla stampa, è in realtà un disastrissimo con un bollettino quotidiano di minacce, accuse. Ma soprattutto di rinvii sulle decisioni più importanti. L’ultima granata su Palazzo Chigi, ma guarda un po’, viene lanciata da una grana giudiziaria di Silvio Berlusconi. Il remake del solito film dell’orrore trasmesso ormai da 20 anni. E, se la situazione economica non fosse drammatica, farebbe venire voglia di spegnere tutto, rinunciando alla visione di questo ritrito spettacolino.

Il governo del fare… ma domani. L’esecutivo guidato da Enrico Letta non sembra aver lasciato tracce nella storia. Le promesse “del fare” sono abili giri di parole per trovare il modo di rinviare. A partire dall’Imu e dall’Iva per finire alle scelte vitali come la riforma del mercato del lavoro. Il governo, insomma, si balocca definendosi “il governo del fare”. Sì, ma forse domani. La realtà sta bocciando un’esperienza nata male e che non può avere una vita longeva. Perché non è mai nata. Al massimo può pensare di vivacchiare, mentre l’Italia viene risucchiata nel vortice nero della crisi. Con i giovani che disillusi lasciando la nave che affonda e cercano l’approdo verso nuovi lidi.

Titoli di coda. Il mese di luglio assomiglia alla stesura dei titoli di coda sui mesi delle “larghe intese”, che hanno perfino scongelato l’ibernato Mario Monti. La soluzione più saggia dovrebbe prevedere la riforma immediata della legge elettorale e il ritorno al voto già in autunno. Senza nemmeno tentare la rianimazione di un governo privo di struttura . E forse anche della consapevolezza che la gente è stremata.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI