Gli americani ci spiano e ci vendono gli F-35

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E’ un’ironia della sorte che gli F-35 vengano prodotti da un’azienda americana e che invece di fare la guerra con questi gioiellini dell’ingegneria aerospaziale gli States si divertano a spiare l’Europa con mezzucci informatici ( e mezzucci si fa per dire).

Il Lockheed Martin è un cacciabombardiere di quinta generazione, un ultra aereo da guerra, due propulsori, un sistema di decollo verticale, un nuovo display con un sistema operativo all’  avanguardia che permette al pilota di interagire attivamente con il velivolo; un aereo che quando è carico pesa la bellezza di 22.470 kg, e che si manovra con un joystick e qualche altro comando, come fosse una wii.

Per non parlare di sensori, radar, missili, cannoni, bombe a caduta libera, a grappolo, a guida laser e a Gps. Un velivolo da far paura agli alieni. E il prezzo pure fa paura: 323 miliardi di dollari per gli Usa che intendono acquistare in casa 2.443 velivoli.

L’Italia, più contenuta, ne avrebbe ordinati 60 del tipo F-35A e 30 F-35B per una spesa complessiva di circa 12 miliardi di euro.

Il problema è che dal 15 dicembre 2006, la data del primo volo, sono iniziati a scorgersi i primi problemi tecnici; il più grave riguarda la visibilità posteriore del gioiellino aerospaziale: sembra che il pilota non riuscirebbe a vedere niente del chi o cosa gli voli dietro e quindi il pericolo di pugnalate alle spalle sarebbe troppo alto. Inoltre sembra che ci siano problemi con il radar, che in alcuni voli di collaudo si sarebbe rivelato incapace di avvistare e puntare bersagli e perfino sembra che si sia spento. L’ultimo problema riguarda l’atterraggio che in particolari condizioni climatiche si è rivelato impossibile.

Iniziano i passi indietro e le polemiche dei Paesi che intendono acquistare quelli che ormai vengono denominati i “Fiasco-35”, anche se il ministero della Difesa assicura che i problemi verranno risolti entro il 2012, anno in cui dovrebbero diventare di servizio.

In Italia le infinite dispute sulla questione hanno raggiunto l’apice in una nota del Consiglio Supremo della Difesa che recitava: “Sui programmi di ammodernamento delle forze armate, e quindi anche sull’acquisto dei caccia F35, decide il Governo” .

Immediate le polemiche. Così Civati, che questa volta è in linea con lo schieramento del Pd: “Si tratta di un fatto di estrema gravità, rispetto al quale il Presidente della Repubblica e, soprattutto, la Presidente della Camera dovrebbero riaffermare la sovranità del Parlamento. Immediatamente”.

Similmente Riccardo Nuti, capogruppo del M5S alla Camera si rivolge ai microfoni dell’ Ansa: “E’ sconvolgente che Napolitano avvalli questo ennesimo schiaffo. Ci aspettiamo che il capo dello Stato, che è anche presidente del Consiglio di Difesa, faccia chiarezza”.

Dall’altra parte Elio Vito, il presidente della Commissione Difesa della Camera esprime il convinto apprezzamento per gli esiti della riunione odierna del Consiglio Supremo di Difesa. “Il rispetto dei ruoli tra organi dello Stato consente al Parlamento il pieno esercizio delle sue prerogative, come disciplinate anche dalla Legge n. 244/2012, senza tuttavia alcuna attribuzione di diritti di veto su decisioni operative e tecniche che rientrano tra le responsabilità costituzionali del Governo”.

E’ stata una giornata triste per il Belpaese, una giornata in cui si è messa in discussione la legittimità di presa di posizione del P-I, che non è un velivolo, bensì il Parlamento Italiano.

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Noemi Debbi

Informazioni su Noemi Debbi

Nata, cresciuta e pasciuta. Diplomatasi al liceo classico, con tante domande si iscrive a Filosofia per avere risposte. Ottiene in cambio ulteriori domande, così decide di prendere la realtà per il bavero e di ottenerle con la forza. E' iperattiva, si interessa di filosofia del linguaggio, di filosofia politica, e di comunicazione politica. Ama il teatro per essere uno specchio, un passaggio verso un'altra realtà in cui può purificarsi . La frase che meglio la rappresenta è " Nuvole sparse qua e là, bel tempo altrove. Serena, variabile".
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