La marcia di Civati parte dalla Rete

In uno scenario ancora incerto è lui l’unico ad aver ufficializzato la sua candidatura in vista del congresso. Lo ha fatto in tempi non sospetti, quando Bersani era al timone di un Pd che sognava di vincere le elezioni senza affanni e con un margine ampio. Giuseppe Civati, prima consigliere regionale in Lombardia ora deputato, è attualmente una delle figure più dinamiche del Partito democratico, che nelle ultime settimane sembra sempre più impaludato (le parole del segretario Epifani non incidono nemmeno sul dibattito tra gli addetti ai lavori). Su Civati incombe la fama di “dissidente” (qui una sua intervista sulla questione) dopo le critiche rivolte alla nascita del governo delle larghe intese, sostanzialmente generato dal parricidio (politico) di Romano Prodi. Solo che il delitto non ha prodotto il superamento del complesso edipico, bensì ha fornito altri fattori di schizofrenia identitaria, che nella visione offerta da Civati dovrebbero essere contrastati.

Libertà e apertura. «Dobbiamo fare un’operazione liberatoria», ha scandito Civati in un recente incontro a Roma. Il suo obiettivo (basta leggere quanto scrive sul blog da anni) è di rendere più aperto il Pd: una visione che cozza contro la tendenze di chiusura perseguite con tenace cecità dall’attuale dirigenza, di cui di Epifani è diretta emanazione. Il progetto prevede il passaggio, anche comunicativa, da OccupyPd (prendersi il partito “occupandolo”) ad InvityPd che prevede una rinnovata capacità di ascolto verso le istanze dei cittadini e spinge per una maggiore inclusività di chi finora si è sentito escluso dalla politica nel suo insieme (oltre che dal Pd). L’idea si pone due traguardi: rimotivare l’elettorato, disorientato dopo l’intesa con il Pdl, e (ri)conquistare gli elettori del Movimento 5 Stelle, che allo stato attuale oscillano tra voto di protesta e astensionismo.

Rete e territorio. Pippo Civati è stato tra i primi, se non il primo, a usare la Rete come strumento di confronto con la “leggendaria” base; che poi, nei fatti, è formata dagli elettori che hanno a cuore le sorti del Pd e più in generale del centrosinistra. Dopo la candidatura alla segreteria, il rapporto con gli utenti del web è diventato ancora più stretto grazie alla nascita della pagina “Io Sto con Civati”. Ma la marcia non si ferma nel recinto di Internet: il neo-deputato sta girando l’Italia, da Nord al Sud, per incontrare le persone. E spiegare quale direzione vuole dare al Pd.

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Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI