Roma, il vantaggio di Marino

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Un incontro elettorale di Ignazio Marino (foto di Valentina Maurizi)

Un ligure che sogna il Campidoglio. Solo qualche mese fa sembrava un’ipotesi fantascientifica: il Pd era avvitato su se stesso per la scelta avventata di aver spedito Nicola Zingaretti alla Regione Lazio, quando la carica di sindaco era lì ad attenderlo. Le primarie hanno ribaltato la scena e ha fatto irruzione un “marziano a Roma”, qull’Ignazio Marino, noto per il suo impegno nel campo della sanità e per aver corso (senza grossa fortuna) per la segreteria dei democratici contro Bersani e Franceschini.

Il chirurgo, che si è dimesso da senatore già prima di attendere l’esito delle Comunali, sta cercando di gestire e ampliare il vantaggio del primo turno (42,5% contro il 31,7%). Il rivale Gianni Alemanno sta tentando la rimonta con una strategia comunicativa aggressiva, ma che d’altra parte deve rispondere alle critiche che arrivano da più fronti sugli ultimi anni di amministrazione oltre che di alcuni scandali.

Volto nuovo. Marino non è romano e la romanità forzata del suo “Daje” fa più sorridere che prendere voti. La sua forza (al netto del micidiale astensionismo, vero vincitore del primo turno) risiede nella maggiore freschezza d’immagine rispetto al competitor. Il medico non è certo un novellino, ma il suo approccio schietto non lo fa percepire come un “uomo della Casta”. Per tale motivo al ballottaggio potrebbe godere del parziale sostegno degli elettori grillini e di quelli di Alfio Marchini. Un vantaggio ancora più prezioso dei voti ottenuti in più al voto del 26-27 maggio.

Il ritorno di Goffredo. Bettini è tornato sulla scena. Il kingmaker di Rutelli e Veltroni, è stato abile a colpire di nuovo, sostenendo con forza la candidatura di Marino e fornendogli il supporto sul territorio. La caduta di Walter aveva fatto finire in disgrazia l’ex Uomo Forte di Roma: lui, con pazienza e umiltà, si è seduto in panchina a osservare gli altri che “giocavano”, peraltro con risultati non proprio brillanti. Così ha atteso il momento giusto per prendersi qualche soddisfazione. E provare a ridare al Pd il Campidoglio con un “non politico” nato a Genova…

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