E ora Monti non twitta più

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Il profilo Twitter dell’ex premier

A ridosso dello scorso Natale, l’allora presidente del Consiglio Mario Monti fece un “regalo” ai suoi estimatori: sbarcò su Twitter. Un nome utente istituzionale e cattedratico, @SenatoreMonti, tanto che qualche santone del web avvertì il Professore che il rischio era quello di fare flop. «Bisogna essere attenti, meno formali, più originali, personali, organizzati e sorprendenti», scrisse Beppe Severgnini sul “Corriere della Sera” rivolgendosi a Monti in persona.

Il 23 dicembre, giorno in cui il profilo venne creato, Monti riuscì in poche ore ad ottenere più di 1.500 follower (ovvero utenti che seguono un determinato personaggio, famoso o meno che sia). Un buon riscontro, se si pensa che il profilo era senza foto – compariva un uovo, icona standard di una pagina priva di immagine, di colore arancione – e non c’era nemmeno un “cinguettio”. Poi, come d’incanto, ecco il primo messaggio. «“Cambiare l’Italia, riformare l’Europa – agenda per un impegno comune” – ecco l’#AgendaMonti», e subito dopo il link al sito da cui era possibile scaricare il programma elettorale dell’ex Commissario europeo. I retweet sono la bellezza di 801: non male come punto di partenza. Secondo cinguettio il giorno di Natale, fra una fetta di panettone e un bicchiere di spumante: «Insieme abbiamo salvato l’Italia dal disastro. Ora va rinnovata la politica. Lamentarsi non serve, spendersi si. “Saliamo” in politica!». Stavolta i retweet sono addirittura 1.509.

Qualche altro giorno di stop e il 28 gennaio il premier torna a scrivere in 140 caratteri: «Pomeriggio di lavoro intenso. Conferenza stampa sala Nassirya al Senato ore 19.00». Dopodiché Twitter viene principalmente utilizzato da Monti e dal suo gruppo di lavoro per tenere informati gli utenti sui suoi appuntamenti televisivi (lo staff, firma ST, li segue con un “live tweeting”): Radio Anch’io, Uno Mattina, Otto e mezzo, Porta a Porta, Agorà, Zeta, Leader, Coffee Break, i telegiornali, più varie ed eventuali… In mezzo, “Mario” pubblica pure qualche foto. La prima è quella con Andrea Calevo, giovane imprenditore di Lerici rapito a metà dicembre e liberato alla fine dello stesso mese; la seconda è invece quella della presentazione del simbolo di “Scelta Civica”, il suo partito (4 gennaio, 745 retweet). Lo scatto “storico” è però quello con cui Monti presenta ai suoi seguaci “Empy”, il cagnolino regalatogli da Daria Bignardi nel corso della puntata de Le invasioni barbariche di cui era ospite. I retweet sono 1.133, 667 coloro che hanno aggiunto il cinguettio ai preferiti.

E poi, ancora, ci sono aggiornamenti sullo spread (in calo, ovviamente), frasi a effetto che in campagna elettorale non guastano («Senza le donne il Paese non cresce»; «L’innovazione tecnologica è lo strumento per rilanciare lo sviluppo»), qualche risposta piccata alle affermazioni di Silvio Berlusconi, leader del Pdl, etichettato come «il pifferaio magico». Tutto fino al giorno delle elezioni. Dove, malgrado i sondaggi pronosticassero che la formazione centrista avrebbe superato il 15%, il risultato si è rivelato molto più contenuto: 10,56% alla Camera – a Montecitorio, Lista Monti, Udc e Fli si sono presentati con i propri simboli e non sotto un’unica effige – e 9,13% al Senato.

Da qui è cominciato anche il lento abbandono di Monti da Twitter: dal 25 febbraio – 16 i tweet inviati solo quel giorno, principalmente per ringraziare gli elettori per ciò che è comunque «un risultato soddisfacente» – ad oggi sono solo tre i cinguettii: 27 febbraio (presentazione degli eletti di Scelta Civica alla Camera), 6 marzo e infine 19 marzo. Poi il vuoto. Così i 255.982 follower sono rimasti senza più informazioni sulle gesta di Monti. Che forse, visto il ruolo minoritario di Sc nel governo di grande coalizione e gli ultimi non proprio esaltanti pareri sul suo governo (non ultima, la Corte dei Conti ha affermato che nella precedente legislatura la lotta all’evasione è stata «ondivaga» e «contraddittoria», mentre con lo spesometro rischia di aumentare la «propensione ad effettuare acquisti di beni e servizi in nero»), ora non ha più molto da twittare.     

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Giorgio Velardi

Informazioni su Giorgio Velardi

Giorgio Velardi, classe ’86, è un giornalista romano. E' stato redattore del settimanale “Il Punto”, per cui si è occupato di politica interna e attualità, ha collaborato con il settimanale di cronaca e cultura sportiva “Terzo Tempo”, con il portale “Soccer Magazine”, con il magazine “Turbo arte” e con “Radio Sapienza”, la web radio del primo ateneo della Capitale. Da luglio a novembre 2010 ha fatto parte della redazione di “Sky Sport24”, il telegiornale sportivo all news della piattaforma satellitare.
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